Primi movimenti di calciomercato per il Milan, che punta a rinforzare la rosa nella sessione di gennaio per dare un assalto più convinto all’Europa: il nome che circola con insistenza nelle ultime ore è quello di Stefano Okaka Chuka, nigeriano d’Italia e centravanti 25enne della Sampdoria che martedì ha festeggiato il suo primo (quasi) gol in nazionale. Pippo Inzaghi, che ha avuto modo di osservarlo da vicino nel recente incontro di Marassi tra Samp e Milan, è rimasto folgorato dall’atteggiamento in campo del giocatore, che rispecchia in tutto e per tutto il suo ideale di attaccante: forte fisicamente, bravo a muoversi negli spazi e a lavorare per la squadra, grande propensione al sacrificio. E poi, quel contratto in scadenza nel giugno 2016 non può non aver attirato l’attenzione di quel cacciatore di carcasse di Adriano Galliani.

Okaka è l’uomo giusto?

Basta dare un’occhiata al curriculum del nativo di Castiglione del Lago per capire qual è stato finora il suo principale limite: in 217 gare da professionista, Okaka ha segnato 37 gol. All’incirca uno ogni 6 partite. Tanto per capirci: Balotelli, non esattamente il più spietato dei bomber, segna un gol ogni 2,5 partite. Keisuke Honda, centrocampista offensivo che non paragoneremmo a Platini, ne segna uno ogni 4,4. Insomma, va bene sgobbare per i compagni, ma se sei un centravanti devi saper anche e soprattutto far gol, e in questo Okaka ha sempre lasciato molto a desiderare. Rappresenta sicuramente un upgrade rispetto all’attuale Giampaolo Pazzini, attaccante che ha bisogno di ritrovare ritmo e stimoli, e forse perfino all’attuale Fernando Torres, sempre più somigliante a una scommessa persa. Ma è difficile credere che in giro non ci sia nulla di meglio. Da un Kakà a un Okaka: il passo è molto più lungo di quanto non suggerisca quella vocale in più.

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