Torna a riaccendersi l’interesse del Milan per Axel Witsel, il caraibico belga in forza allo Zenit San Pietroburgo. Dopo il no ricevuto dalla dirigenza russa due settimane fa – i rossoneri avevano offerto 20 milioni, i russi avevano replicato con l’improbabile richiesta di 40 – Adriano Galliani è tornato a bussare alla porta dell’ex club di Luciano Spalletti, presentandosi con una nuova proposta: 22 milioni di euro subito, più altri 3 di bonus, per un valore complessivo di 25 milioni di euro. Ancora lontani dai 40 sparati inizialmente dallo Zenit, ma molto vicini a quella che è una valutazione più realistica del giocatore, ovvero 30.

L’accordo con Witsel, peraltro, è già stato trovato da qualche tempo, come confermato ai microfoni di Antenna 3 da Riccardo Napolitano, rappresentante del giocatore sul mercato italiano: “Axel all’inizio non era convinto della proposta del Milan, perché cercava un club che giocasse in Champions League. I rossoneri, però, sono stati molto insistenti e alla fine il giocatore ha detto sì alla loro offerta. Il primo scoglio, dunque, è stato superato“. Il primo scoglio, perlappunto, e non è detto che fosse quello più difficile, considerando le recenti esperienze con Jackson Martinez e Geoffrey Kondogbia, trattative saltate per volontà degli stessi calciatori (il primo attratto dalle sirene dell’Atletico Madrid, il secondo da qualche dollaro in più). Resta da convincere lo Zenit. L’impressione è che le pretese dei russi per Witsel siano state drogate dalla ricchezza sventolata imprudentemente dalla dirigenza rossonera in avvio di mercato, e che col passare delle settimane potrebbero ridimensionarsi naturalmente verso cifre più sensate. E 25 milioni per quello che non è mai riuscito, almeno finora, a imporsi come il campione che sembrava essere a inizio carriera, non sembrano certo pochi. In questo senso, l’abboccamento rossonero nei confronti di Gundogan potrebbe essere anche interpretato come una manovra diversiva, volta a stanare lo Zenit, benché il tedesco di origine turca sia un pallino del club da un paio d’anni.