Tanto tuonò che piovve, almeno per quanto riguarda le condizioni meteorologiche su Milano. In Qatar, sede della spedizione di Zlatan Ibrahimovic e Mino Raiola per liberarsi dal PSG, cielo sereno e caldo torrido. In breve: i francesi non hanno alcuna intenzione di regalare il cartellino di Ibra al Milan, né a nessun altro club, anche e soprattutto perché c’è sempre il rischio incombente di vedersi bloccare il mercato dall’UEFA e perdere il proprio giocatore-simbolo senza poterlo rimpiazzare non sembra la più astuta delle mosse. Di contro, lo svedese non ha intenzione di arrivare allo scontro frontale con un club comunque in grado di pagarlo il doppio rispetto al Milan. Va bene la malinconia della moglie per Milano, va bene la sfida di rilanciare i rossoneri, ma nessuna guerra con Al-Khelaifi, con cui peraltro lo Zlatan mantiene un eccellente rapporto personale. Dunque, almeno per il momento, non ci sono i presupposti per rivedere Ibra in rossonero. Capitolo definitivamente chiuso? Non esattamente.

La storia ci insegna che Ibrahimovic ottiene sempre quasi sempre quello che vuole – e, quando non ci riesce, finisce comunque per guadagnarci qualcosa, vedasi trasferimento coatto al PSG nel 2012 (lui sarebbe rimasto volentieri a Milano), in cambio tuttavia di un ingaggio molto più alto di quello percepito dai rossoneri. In caso di permanenza a Parigi, insomma, è facile che lo svedese ottenga un prolungamento del contratto in scadenza nel 2016, e magari un robusto aggiustamento dell’ingaggio. Ma non è detto che finisca così, perché dall’altra parte della barricata c’è un altro soggetto che, quando s’impunta, alla fine ottiene quasi sempre quello che vuole. Il mandato di riportare Ibra a Milano è arrivato da Silvio Berlusconi in persona, pimpante come non mai da quando è tornato a ostentare l’antico potere economico (e fa niente se non sono soldi suoi): impensabile che si alzi bandiera bianca al primo tentativo infruttoso. L’estate non è nemmeno iniziata e si preannuncia rovente. Ma tuonerà ancora, e questa volta magari pioverà davvero.