L’Aeroplanino vola alto. E non può essere che così: la campagna acquisti del Milan è stata grandiosa. L’asso nella manica Leonardo Bonucci, colpo impossibile per tutti, tranne che per Montella, il grande artefice della trattativa.

Montella: “Bonucci, che salto di qualità”

Ero convinto fosse raggiungibile, mi fidavo di chi me lo diceva, mentre i miei dirigenti avevano una percezione diversa. Mandavo a Mirabelli almeno dieci messaggi al giorno, con tre sole parole. Buongiorno, o buonasera, direttore: Bonucci”, racconta il tecnico rossonero a ‘La Gazzetta dello Sport’. L’approdo del giocatore potrebbe spingerlo ad adottare la difesa a 3: “Mi intriga come idea, ma devo dire che con questi giocatori possiamo davvero usare tanti sistemi. Bonucci è un professionista altamente competitivo, sarà un esempio per i giovani. Non so se senza di lui la Juve si sia indebolita, ma di certo noi ci siamo rinforzati. Non credo possa essere una figura ingombrante nello spogliatoio”.

Niang, un cavallo di razza

Bonucci ciliegina sulla torta, già ben farcita: “Ho iniziato a sognare, e lungo le settimane non capivo come acquisti e soldi si potessero moltiplicare così. È stato fatto più di quanto pensassi, qualcosa di straordinario. Questa è una squadra che rimarrà nel tempo, e non si svaluterà”. E in tutto questo via vai, Montella non esclude che rimangano alcuni elementi dati in partenza: Niang contro il Bayern ha fatto una partita strepitosa. Può diventare un giocatore di altissimo livello, ma deve migliorare nella gestione di se stesso quando le cose vanno bene. Non c’è motivo per non credere in lui , dipende più che altro da M’Baye”.

Tre rinforzi per completare l’opera

Lo scoppiettante 4-0 al Bayern Monaco è un goloso antipasto per ciò che aspetta in futuro: “La squadra non è stata passiva e tutti i nuovi hanno avuto un buon impatto. André Silva ha potenzialità infinite, può diventare un giocatore di spessore internazionale”. Tuttavia, Montella preferisce non pronunciare la parola Scudetto: “Ora è un miraggio, anche se non bisogna mai porre limiti alle ambizioni. È presto per dire se il gap con Roma e Napoli è stato annullato, ma non dobbiamo nasconderci. E l’entusiasmo va alimentato e mantenuto. Fra cento giorni mi aspetto che il Milan sia una squadra e che si veda il mio lavoro. Fra mille mi auguro che lo scudetto non sia più un miraggio, ma un obiettivo concreto”. Infine, le indicazioni sul mercato in divenire: “Il focus principale è sul centravanti e poi magari su una punta esterna e una mezzala”.