Punti di forza. Facile dire Balotelli (foto by InfoPhoto): con la partenza di Cavani, al momento l’individualità potenzialmente più decisiva del campionato ce l’ha il Milan. Ma il vero plus dei rossoneri è poter ripartire dalle certezze acquisite negli ultimi sei mesi della passata stagione. Non c’è alcuna squadra da trovare nel corso del complicato calciomercato, come successo nel 2012: c’è già ed è una squadra esatta ed equilibrata, benché la cifra tecnica complessiva non sia elevata.

Punti deboli. La qualità è quasi tutta concentrata nei giovani, i giocatori più esperti non sono di grande livello e nemmeno di grande personalità. L’impressione è che debba ancora formarsi uno zoccolo duro che prenda in mano il timone durante le inevitabili tempeste – e, in questo senso, la conferma stentata di Allegri potrebbe rivelarsi un boomerang insidioso in caso di falsa partenza.

Che cosa serve. La permanenza (convinta o meno, definitiva o meno) di El Shaarawy e Robinho ha giocoforza definito il reparto offensivo del Milan, che resta sulla carta uno dei più completi e qualitativi del torneo. Gli acquisti di Poli e Honda migliorano il centrocampo senza farlo uscire dalla sua attuale dimensione di tranquilla normalità: ci fossero venti milioni di euro da spendere, sarebbe alla mediana che andrebbero rivolte le attenzioni di Galliani. Numericamente mancano un difensore centrale e un terzino, che arriveranno solo nel caso dovessero andar via gli esuberi Antonini e Zaccardo.