Usa la carota, Massimiliano Allegri, nella conferenza stampa che precede il delicatissimo ritorno dei playoff di Champions League, in programma domani sera a San Siro contro il PSV Eindhoven. I ragazzotti (così li aveva apostrofati, tra il sarcastico e il dispregiativo, dopo l’indecorosa recita di Verona) vanno stimolati e non depressi, soprattutto alla vigilia di un appuntamento così importante. Anche perché, dovesse finire come il Milan si augura, gli stessi ragazzotti potrebbero essere raggiunti da qualche pezzo grosso.

Dovremo metterci la voglia, i ragazzi non tradiranno le attese. Rispetto all’anno scorso abbiamo perso Ambrosini e Flamini ed è arrivato Poli. Matri e Ljajic? Non ho voglia di parlare di mercato prima di una partita decisiva come questa. Certamente dal match di domani passa anche il nostro mercato. Se restiamo quelli che siamo adesso significa che non saremo riusciti a qualificarci

Il tecnico toscano non fa nomi, naturalmente, ma il suo messaggio risuona ugualmente forte e chiaro: il Milan, così com’è, non può andar bene, anche perché fino a questo momento risulta perfino indebolito rispetto allo scorso anno (Poli non pareggia le partenze di Ambrosini e Flamini). Lo sa Allegri ma lo sa anche Galliani, che attende trepidante, scavando nel terriccio con la zampa anteriore, il lasciapassare verso la Champions League e il gruzzolo di milioni da reinvestire (non tutti, per carità) nella settimana scarsa che rimane da qui alla chiusura del mercato.

A esser buoni, serve un giocatore per reparto. Un difensore centrale, perché i soli Zaccardo, Silvestre e Vergara come backup dei già malsicuri Zapata e Mexes non possono bastare. Checché se ne dica in giro, Astori non può arrivare: storicamente il Milan spende poco volentieri per i difensori, figuriamoci per uno che vale forse la metà dei 12 milioni richiesti da Cellino. Sakho, in uscita dal PSG, piace, ma è molto richiesto e Galliani non può permettersi di partecipare ad aste al rialzo. Più facile Bruno Martins Indi, bestione olandese di ispirazione bogardiana in forza al Feyenoord, che i rossoneri potrebbero acquistare con il solito aiutino di Preziosi (che in cambio si vedrebbe recapitare la comproprietà di Niang) per una cifra attorno ai 7-8 milioni di euro. In attacco è ballottaggio Matri-Ljajic, con quest’ultimo nettamente favorito, considerata anche l’apertura di Della Valle: servono più degli 8 milioni proposti un paio di settimane fa, ma non si arriverà ai 13 richiesti dalla viola.

Tuttavia, com’è ormai chiaro a tutti (si spera), il vero cratere meteoritico nella rosa rossonera è rappresentato dalla desolante povertà tecnica del centrocampo, composto da una serie di fabbri ferrai più Montolivo (che non è Platini o Laudrup o Xavi). Ogni tentativo di portare a casa Keisuke Honda prima della scadenza del contratto è finora risultato vano e il Milan, giustamente, non ha intenzione di strapagare un giocatore che sarà comunque suo tra quattro mesi. E così, in via Turati si è riaperto segretamente un fascicolo chiuso lo scorso gennaio, quello relativo a Wesley Sneijder (foto by InfoPhoto). Parcheggiato in Turchia, l’ex nerazzurro è già finito ai ferri corti col connazionale Van Gaal, che lo ha apertamente accusato di non essere in forma (leggi, si allena poco). Il Galatasaray sarebbe disposto a cederlo per la stessa cifra pagata all’Inter questo inverno, ovvero 7 milioni di euro. Lui a Milano ci tornerebbe di corsa e la mogliettina pure. Resta il nodo-ingaggio e sappiamo quanto sia avido Wes, ma il senso di rivalsa a volte fa miracoli, ed è su questo che punterà Galliani.