Oltre alle “zingarate” cui purtroppo Zlatan Ibrahimovic ha abituato i palcoscenici di qualsiasi campionato a qualsiasi latitudine, come quella della recente sparata contro la Nazione francese tutta – tanto da scatenare le ire di Marie Le Pen –  è innegabile che lo svedese giunto sulla soglia dei 34 anni stia vivendo una sua autentica seconda giovinezza al PSG, contesto che non sembra generare idilli tra giocatore, società e environment in generale e tuttavia Ibra, procedendo tra contraddizioni e paradossi, garantisce l’ascesa del club sul tetto di Francia a suon di gol e gran giocate (28 reti segnate e 6 assist in 35 presenze stagionali). Quindi, nonostante dissapori e imbarazzi gastro-intestinali, nulla lascerebbe supporre a un addio tra Ibrahimovic e il club parigino, men che meno a un ritorno in Italia, eppure secondo indiscrezioni giunte da Sky Sport, Adriano Galliano e Mino Raiola si sarebbero incontrati per discutere di un possibile ritorno dell’asso svedese al Milan.

L’affare sarebbe effettivamente clamoroso e comunque di tutt’altro che facile fattibilità. Innanzitutto e come da premesse roi Ibra sta dimostrando di trovarsi benissimo assiso sul trono calcistico di Francia, magari gradirebbe un successo europeo per suggellare le sue tre fantastiche stagioni al PSG prima della scadenza che lo lega alla società di proprietà dello sceicco qatariota Nasser Al-Khelaifi, ovvero il 30 giugno 2016. In secondo luogo il calciatore ex Inter e Barcellona, previo costo del cartellino, dovrebbe ridursi notevolmente l’ingaggio percepito che si aggira sui 14 milioni di euro astagione al netto delle aggiunte per il sistema di tassazione francese. Già si parla di un triennale sulla base di 6,5 milioni più bonus ma tutto dipenderà da due fattori fondamentali: la volontà dello svedese di tornare in Italia e le “magnifiche sorti e progressive” di una società, quella rossonera, in balia di grosse incertezze finanziarie su chi comprerà, quanto comprerà e cosa comprerà, e degli umori ondivaghi di Berlusconi, Taechaubol e Mr. Lee.