Sì, d’accordo, un difensore serve come gli aiuti alla Grecia, soprattutto uno giovane e bravo come Alessio Romagnoli, e anche un centrocampista di livello sarebbe ben accolto da Mihajlovic: ma, sinceramente, l’unico nome che agita le notti terribilmente umide dei tifosi rossoneri, a cominciare da Silvio Berlusconi, è sempre quello di Zlatan Ibrahimovic. Non è solo questione di nostalgia canaglia, anche se parliamo dell’ultimo fuoriclasse che abbia vestito la maglia rossonera, portandola a vincere qualcosa; e non è solo questione commerciale, anche se nell’ottica di espandersi prepotentemente sui mercati orientali il poter contare su un uomo-franchigia del genere è cosa fondamentale. La vera ragione è che Ibra, che anche a 34 anni sarebbe di gran lunga il miglior giocatore del campionato, nella sua vita è sempre arrivato primo e un paio di volte secondo: con lui alla guida della squadra, l’obiettivo stagionale di tornare subito in Champions League diventerebbe, se non una formalità, almeno una prospettiva più che concreta. Con tutti i risvolti sportivi, d’immagine ed economici che si possono intuire.

Operazione-Ibra più che sensata, dunque, visto che un rapidissimo ritorno in Champions League è punto fermo irrinunciabile del piano di Berlusconi e Mr. Bee. E per quanto riguarda la fattibilità? Le possibilità ci sono, e sono ampie. Zlatan e il Milan sono già d’accordo per un contratto triennale a 6 milioni di euro netti a stagione più bonus, e in questo senso la concorrenza dell’Inter non preoccupa. Resta da convincere il PSG, ma anche su questo fronte la missione appare tutt’altro che impossibile: i francesi hanno ottenuto lo sblocco del mercato da parte dell’UEFA e puntano al pesce grosso per rinforzare l’attacco: il sogno è Cristiano Ronaldo, ma strapparlo al Real Madrid è impresa mica da ridere; l’obiettivo più concreto è Angel Di Maria, l’ideale esterno sinistro alto nel 4-3-3 che ha in mente Laurent Blanc. Quando (e se) il PSG riuscirà a mettere le mani sul Fideo, allora darebbe il via libera alla cessione dello svedese, ormai non più centrale nel loro progetto.

Attenzione: via libera non significa gratis. Nel 2012 il PSG pagò Ibrahimovic 21 milioni di euro, giusto la cifra che consentì ai rossoneri di non registrare una sanguinosa minusvalenza a bilancio. Ora c’è da restituire il favore. Il prezzo è modico: 5 milioni di euro, tre in meno di quelli che sono serviti ad arrivare a Luiz Adriano. I soldi non sono certo un problema, insomma, tutto è nelle mani del PSG e di Di Maria. L’impressione è che ci vorranno ancora diverse settimane, ma che alla fine si farà.