In attesa che Jackson Martinez, che al momento si trova in Cile con la nazionale colombiana per la Copa America, decida di svegliarsi, far colazione e quindi annunciare la sua decisione – il progetto rossonero o i denari provenienti da Manchester? Bel dilemma – il calciomercato Milan è già attivo da un bel pezzo. In realtà, al momento, il carrello è pieno di suggestioni di altri tempi (Kondogbia, Hummels, Miranda, come se fossimo tornati indietro di un decennio) ma ancora nessun risultato concreto. La suggestione più suggestiva di tutte, poi, quella che porta a Zlatan Ibrahimovic, non sembra lasciare grandi speranze:

Parlo con Galliani da quando ho lasciato il Milan, ma questo non vuol dire nulla. Appartengo al PSG, ho ancora un anno di contratto qui, e quelle sul ritorno al Milan sono tutte storie, non sono la verità. Le persone hanno sempre bisogno di qualcosa su cui scrivere. Non credo che andrò via, sto bene qui“.

A prima vista si direbbe una bella porta in faccia al Condor affamato, senza se e senza ma. Ma la chiosa dello Zlatan lascia intuire che forse non tutte quelle che raccontano i giornali sono frottole spuntate da chissà dove:

Non so cosa succederà, nel calcio può succedere di tutto. La Champions League non è poi così importante: preferisco giocare in una squadra che mi piace e in cui mi diverto. Ma ora gioco in un club che mi piace, e fa anche la Champions“.

Frasi di circostanza, ripetute mille e mille volte da altrettanti calciatori, certo: ma l’esperienza ci insegna che molte volte il “può succedere di tutto” si tramuta esattamente nel “è successo di tutto”. Anche quello che meno ti aspetti. Zlatan non forzerà la mano con il PSG, anche perché non ha alcuna intenzione di rinunciare ai soldoni che gli spettano. Ma in caso di accordo tra i due club, lui di certo non punterebbe i piedi. E il fatto di ritrovarsi fuori da quella Champions League che non ha mai vinto non sembra costituire una discriminante fondamentale.