Ora che il nodo dell’allenatore è sciolto, con l’annuncio di Montella giunto nella tarda serata di ieri, e che anche la cessione della società alla cordata cinese sembra ormai alle porte, anche la squadra può finalmente ricevere quelle attenzioni che finora le sono state totalmente negate. Al momento, il calciomercato Milan inizia e finisce con i rinnovi di Zapata e Montolivo, la cessione di El Shaarawy, gli addii dei vari giocatori in scadenza di contratto e gli acquisti di Leonel Vangioni e Gianluca Lapadula.

Insomma, c’è tanto, tantissimo da fare, se si vuole consegnare a Montella un gruppo di giocatori consoni a sviluppare la sua proposta di gioco – che piace molto a dirigenza e proprietà, ma che per funzionare necessita degli ingranaggi giusti. Il tecnico campano non ha un modulo di riferimento, ha giocato col 4-3-3 come con il 3-4-2-1 e il 4-3-1-2, ma sicuramente predilige il possesso palla e i passaggi per vie centrali piuttosto che il gioco sugli esterni, principale caratteristica del Milan di Mihajlovic.

Portieri

Se le cose vanno come devono andare, sarà il reparto meno chiacchierato del Milan del prossimo ventennio, col 17enne Gigio Donnarumma già titolarissimo e in odore di nazionale, quando San Buffon lascerà il comando. Resta solo da decidere chi sarà il portiere di riserva: non Gabriel, che ha mercato (piace al Torino), né tantomeno Diego Lopez, che verrà ceduto, né Agazzi. Piacciono Daniele Padelli del Toro, da monitorare la situazione relativa a Morgan De Sanctis.

Difensori

Salutati Alex e Mexes, il Milan ritrova Paletta, che si giocherà con Rodrigo Ely il ruolo di quarto centrale. Zapata prima riserva, serve un partner per Romagnoli: piace Leo Lacroix, gigantesco centrale del Sion che costa 6-7 milioni, attenzione a Nenad Tomovic, che Montella ha già allenato a Firenze. Più che coperto il reparto terzini: Antonelli, Abate, De Sciglio, Calabria e il nuovo acquisto Vangioni. De Sciglio è richiesto da Juventus, Napoli e Roma, ma il suo ottimo Europeo sta facendo riflettere la dirigenza rossonera.

Centrocampisti

Qui c’è bisogno di una ristrutturazione profonda, se si vuole facilitare il lavoro di Montella. Mancano i piedi buoni, soprattutto in fase di impostazione: e se al momento i grandi nomi sono miraggi, il Milan punta forte su Leandro Paredes, con il quale c’è già stato più di un abboccamento. I rapporti con la Roma sono buoni, ma i giallorossi valutano il 22enne ben 15 milioni di euro. Gradimento anche per il viola Badelj. Poi c’è la questione-trequartista: Franco Vazquez costa tanto e non convince più di tanto, mentre nel progetto-giovani un nome come quello del croato Pjaca (classe 1995) calzerebbe a pennello. Il problema, anche in questo caso, è il costo: la Dinamo Zagabria vuole 20 milioni. Chiuso il discorso per Saponara, legato a Giampaolo, resta aperta la meno suggestiva pista che porta al blucerchiato Soriano.

Attaccanti

Preso Lapadula, la parola d’ordine è “sfoltire”. Certa la partenza di Jeremy Menez e Luiz Adriano, per non parlare di quella dei rientranti Matri e Suso, probabile quella di uno tra Carlos Bacca (ma solo se arriverà un’offerta da almeno 26 milioni di euro, per evitare minusvalenze) e Mbaye Niang. Poi si potrà pensare agli ingressi. Pavoletti è un nome da “Milan italiano alla Berlusconi”, mentre Adem Ljaijc piace molto a Montella e i rossoneri potrebbero provare lo sgarbo al Torino, che sta per chiudere con la Roma a quota 7 milioni di euro. Sullo sfondo resta sempre viva la suggestione-Ibrahimovic, ma solo perché lo svedese non ha ancora firmato con lo United.