L’ha presa sorprendentemente bene, Adriano Galliani. Adem Ljajic, obiettivo dichiarato del Milan, nonché suo promesso sposo nel 2014, alla fine ha ceduto alle pressioni dei Della Valle e ha accettato di passare alla Roma.

Non c’è molto da commentare, semplicemente la Fiorentina ha deciso di prendere in considerazione l’offerta di un altro club e non la nostra. Adesso pensiamo a questa sera, poi vedremo che succederà

Galliani chiosa con classe, ma lo smacco è di quelli che bruciano. Non è stata una sconfitta per cause temporali (Ljajic ha aspettato fino al 27 agosto, poteva certo attendere ancora un paio di giorni) né per cause economiche (tra gli 8 milioni offerti dal Milan e gli 11 pagati dalla Roma il passo era breve). È stata una sconfitta della sua strategia, diventata improvvisamente obsoleta.

Da quando il portafoglio sociale piange, Galliani (foto by InfoPhoto) ha dovuto scervellarsi per tentare di mantenere la squadra su alti livelli (riuscendoci spesso, va detto). Qualche anno fa, ai tempi belli, il Milan faceva incetta di campioni esperti a parametro zero. Poi è arrivata l’epoca degli esperimenti di ingegneria contrattuale, i prestiti onerosi, le comproprietà laterali con sponda genoana, gli acquisti plurirateizzati. Una delle soluzioni preferite dell’amministratore delegato è sempre stata quella di raggiungere prima l’accordo con il giocatore (non sarebbe leale, ma così fan tutti) e poi far leva sulla sua volontà per scardinare le resistenze del club. Giochetto riuscitogli molte volte (non sempre, ricorderete il caso-Dzeko), ma non questa estate. Prima Honda e poi Ljajic: il velato ricatto non funziona più. Sia il CSKA Mosca che la Fiorentina hanno fatto muro, preferendo correre il rischio di perdere il proprio tesserato a parametro zero piuttosto che sedersi al tavolo con Galliani in posizione di debolezza. Il motivo è semplice: al momento entrambi questi club (e figuriamoci gli altri) economicamente stanno meglio del Milan. Possono permettersi di rifiutare un’offerta al ribasso per il solo gusto di farlo. Possono permettersi di aspettare un’offerta migliore, tenendo al contempo a bada i bollori del giocatore eversivo. È il Milan, probabilmente, che non può più permettersi di contare su questa strategia.