Due buone notizie consecutive per il calciomercato Milan, come non se ne sentivano da un bel po’. Prima le parole di Silvio Berlusconi, che in attesa di risolvere l’enigma sull’ingresso di nuovi capitali ha annunciato un suo intervento massiccio sul piano degli investimenti da destinare alla campagna acquisti; quindi, la conferma di Adriano Galliani, che ha rilasciato dichiarazioni inequivocabili ai margini della mostra “Football Heroes”:

Credo che faremo una campagna acquisti importante, assolutamente. Quando si ha il prestigio del Milan si fa presto a ripartire. La Juventus è l’esempio. Nel ’98 siamo arrivati undicesimi e nel ’99 abbiamo vinto lo scudetto. La voglia di tornare su ce l’abbiamo. Milan più italiano? Sì, assolutamente

Ora, c’è sempre da procedere con una certa prudenza, in territorio di affermazioni gallianesche. D’altra parte, sono proclami che provengono dalla mente creatrice di concetti quali “siamoapostocosì” e “abbiamo una rosa ultracompetitiva”. Insomma, è tutto da stabilire se la “campagna acquisti importante” di Galliani ha lo stesso significato che il resto del mondo attribuisce a quella frase. Naturalmente, lo stesso tipo di obiezione si potrebbe muovere anche nei confronti del suo presidente, non esattamente la quintessenza della lucidità e della coerenza quando si viene al Milan. Peraltro, Fininvest ha appena ripianato un buco da 90 milioni di euro, per cui sembra oggettivamente improbabile che voglia aggiungerne altri 70-80 (cit. Corriere dello Sport) per foraggiare il mercato.

Qualcosa si dovrà fare, comunque. Anzi, più di qualcosa: una terza stagione disastrosa consecutiva sarebbe difficilmente sopportabile, sia per la tifoseria che per gli sponsor, per non parlare dei nuovi investitori, che certamente trovano più interessante versare moneta sonante in un club di vertice che non in una nobile in caduta libera. “E’ pieno di voglia, siamo ben intenzionati per la prossima campagna acquisti“, chiude Galliani riferendosi a Berlusconi. “Dopo quest’anno dove abbiamo sofferto tanto si spera che il Milan possa ritornare. In dieci anni abbiamo fatto tre finali di Champions di cui due vinte, una semifinale e un quarto di finale. Mi auguro che si possa tornare a quei livelli“. Le promesse sono state pronunciate, ora mancano solo (si fa per dire) i fatti.