La sospirata cessione di Alessio Cerci al Genoa farà finalmente saltare il tappo al calciomercato Milan, e anche se nei calici non ci finirà dello champagne Perrier-Jouët, sarà probabilmente meglio del vino della casa che si rischiava di tracannare da qui fino al termine della stagione. Domani è atteso il definitivo sì del fondo qatariota che detiene il 50% del cartellino dell’ex granata, che sarà così libero di cercare la propria resurrezione in un ambiente di piccola taglia, e dunque più adatto a lui, come quello genoano. Ed ecco l’effetto-domino: con l’arrivo di Cerci, Preziosi sarà libero di cedere Perotti alla Roma; i giallorossi, intanto, stanno vendendo Gervinho in Cina (alla stessa squadra a cui il Milan ha piazzato Luiz Adriano) e coi soldi ricavati dall’ivoriano completeranno l’acquisto di Stephan El Shaarawy, richiesto esplicitamente da Spalletti. E a quel punto, Adriano Galliani sarà finalmente libero di investire il gruzzolo ricavato in due-tre colpi.

Il primo nome della lista è quello dell’esterno destro olandese Anwar El Ghazi, funambolo di reminiscenze cristianoronaldesche in forza all’Ajax. I due club si sono già parlati e hanno raggiunto un’intesa sulla base di 10 milioni di euro – cifra sorprendentemente ragionevole, per un prospetto così interessante. Il giocatore piace molto a Galliani (che finalmente dimostra di guardare anche ai campionati meno televisivi) e rappresenterebbe un acquisto più che intelligente per una squadra che guarda al futuro, ma avrebbe un suo peso anche nell’immediato, visto che sulla destra ormai è rimasto soltanto l’adattato Honda. Da notare bene: l’affondo su El Ghazi non dipende dalla cessione di El Shaarawy, ma dall’ufficializzazione di quella di Luiz Adriano, al momento in Cina per espletare le formalità burocratiche.

Poi sarà la volta della difesa. Anche in questo caso ci sono dei nomi certi sia sul tabellone delle partenze che su quello degli arrivi. Alex, Mexes e Zapata andranno in scadenza a giugno, e Rodrigo Ely (peraltro fuori fino ad aprile) non si è evidentemente dimostrato all’altezza della situazioni; di fatto, il Milan ha un solo punto fermo per il futuro, cioè Alessio Romagnoli. E se ci sono possibilità di rinnovo per Alex, è evidente che la ricostruzione del reparto va iniziata da subito, e non completata in blocco in estate. Con Philippe Mexes destinato alla Fiorentina, il Milan sta seriamente pensando ad Andrea Ranocchia (sì, quello che Berlusconi aveva simpaticamente definito “una bestia”), ormai ai margini del progetto Mancini. Il giocatore vuole cambiare aria, l’Inter vuole liberarsene, il Milan ha bisogno di un centrale affidabile e a buon mercato: è un’operazione che vede tutti vincitori. A dire il vero i nerazzurri vorrebbero monetizzare (la richiesta è sempre stata di 10-12 milioni di euro), ma l’interesse della Premier League per il giocatore si è raffreddato e il prezzo è sceso: con un prestito più obbligo di riscatto a 6-7 milioni l’affare si farà. E nella lunga storia degli scambi tra Inter e Milan, per la prima volta sarà coinvolto un capitano.

Capitolo-regista. Al momento non è considerata una priorità (anche se dovrebbe esserlo eccome), più che altro perché la squadra è già in sovrannumero in quella zona del campo (Montolivo, Bertolacci, Kucka, Poli, De Jong, José Mauri, Nocerino). Interesse tiepido per Ever Banega, ma senza almeno 2-3 partenze non se ne parla neanche. Infine, chiudiamo con Leonel Vangioni. Il terzino sinistro argentino è stato bloccato dai rossoneri per giugno, quando il suo contratto con il River Plate andrà in scadenza, come riconosciuto anche dal presidente dei Millonarios. Si proverà ad anticiparne l’arrivo in gennaio, ma senza fretta e senza ansia. In ogni caso, la cifra che verrà eventualmente versata sarà poco più che simbolica.