Far nottata con l’Italiuccia dominata dal Giappone. Risvegliarsi con la Gazzetta che dà il Milan sulle tracce di Totò Di Natale e Ricky Alvarez. Cercare la confezione di roipnol per le situazioni di emergenza. Va bene che il calciomercato rossonero, nelle ultime stagioni, ha temprato i tifosi del Diavolo come nemmeno l’agoghé spartana, ma qui si esagera: roba che le ventilate ipotesi Matri e Diamanti, al confronto, sembrano due promesse di paradiso.

Galliani, raggiunto dai colleghi di SportMediaset, si è affrettato a smentire la pista-Di Natale e gli vogliamo credere sulla parola, per quello che vale. Niente contro il buon Totò (foto by InfoPhoto), sia chiaro, uno che negli ultimi anni si è costantemente dimostrato il più prolifico attaccante italiano. Per intenderci, uno che avrebbe meritato di lasciare prima l’Udinese allo stesso modo in cui avrebbe dovuto lasciare dopo la scuola. Ma, indice di sviluppo umano a parte, la carta d’identità dice 36 anni a ottobre. Gli stessi di quel glorioso capitano dismesso non più tardi di una settimana fa col pretesto dei raggiunti limiti di età. Un nonsense totale.

Ricky Alvarez, invece, essendo nato nel 1988, non ha di questi problemi. Ne ha altri. Se il primo suggest di Google che lo riguarda è “Ricky Alvarez scarso”, forse è il caso di chiedersi il perché. Forse è scarso veramente. Nocerino non servirà più ai rossoneri, ma non al punto di essere smerciato per il Kakà argentino in stop-motion.

Siamo solo al venti di giugno.