Calciomercato Milan in fermento, ma non nell’accezione che si auguravano i tifosi rossoneri. Invece di irrobustire una rosa palesemente inadeguata a raggiungere gli obiettivi scriteriati posti dalla proprietà (il terzo posto), il club di via Aldo Rossi ha pensato che fosse il caso di indebolirla ulteriormente: con una mossa a sorpresa che ha spiazzato un po’ tutti, Adriano Galliani ha infatti concluso la cessione di Luiz Adriano, uno dei pochi elementi di qualità della squadra di Mihajlovic, ai cinesi del Jangsu Suning, per una cifra che dovrebbe aggirarsi attorno ai 14-15 milioni di euro (la stessa che qualche giorno fa il club asiatico aveva offerto alla Sampdoria per Eder). Al giocatore, invece, ne andranno oltre 6 a stagione. L’affare non è stato ancora ufficializzato ma può dirsi praticamente concluso.

Il brasiliano non ha certo entusiasmato in questa prima parte di stagione, anche perché utilizzato col contagocce: per lui sono state 20 le presenze ufficiali, di cui solo 11 da titolare, e 5 le reti. Peraltro, la sua cessione consentirà al Milan di ottenere una plusvalenza significativa (era arrivato per 7,5 milioni di euro) nel giro di appena quattro mesi. Da questo punto di vista, l’operazione ha una sua logica – ammesso e non concesso che i lungodegenti Menez e Balotelli ritornino presto a disposizione del tecnico, altrimenti siamo punto e a capo. Lascia perplessi, invece, la gestione di tutta la faccenda – tanto per dire: Luiz Adriano era stato annunciato come titolare per la gara di domani contro il Carpi, salvo poi essere tolto dalla lista dei convocati all’ultimo momento – ma questa non è esattamente una novità nel Milan delle ultime stagioni.

Nota a margine: non solo la maledizione del numero 9 colpisce ancora (da Inzaghi in poi, al Milan quel numero porta male), ma è il caso di iniziare a parlare di maledizione empolese. Luiz Adriano, infatti, si va ad aggiungere alla nutrita schiera di attaccanti che hanno segnato il primo gol in rossonero proprio contro l’Empoli, salvo poi essere ceduti dopo sei mesi dal loro. Era già successo nel 1998 con Andreas Andersson, nel 2006 con Bobo Vieri, nel gennaio 2015 con Fernando Torres e nel giugno 2015 con Mattia Destro.