La doppia sberla rimediata sabato sul fronte della campagna acquisti ha lasciato e lascerà lividi molto più dolorosi della semplice rinuncia a due crack come Jackson Martinez e Geoffrey Kondogbia, e non solo perché il primo era già stato annunciato dal canale tematico e il secondo ha preferito andare all’Inter. Il danno tecnico è notevole, certo, ma con 75 milioni di euro non sarà impossibile trovare sostituti all’altezza; il danno d’immagine, invece, è difficilmente suturabile, perché solo l’ultimo di una lunga serie. Inconcepibile che un club come il Milan s’infili in simili gineprai, vendendo (o in questo caso comprando) la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, senza che questo abbia conseguenze immediate. La prima è la rottura, almeno temporanea, della partnership con Nelio Lucas, a cui molti attribuiscono le responsabilità del doppio fallimento. La seconda l’abbiamo già intravista ieri sera, quando Adriano Galliani è intervenuto alla cerimonia di rinascita del suo adorato “Giannino” senza rilasciare alcuna dichiarazione. Basso profilo, finalmente. Perché da qui in avanti proprietà e tifosi si aspettano fatti e non chiacchiere.

Si dice, si scrive, che ora il Milan abbia deciso di monitorare silenziosamente le situazioni relative a Edinson Cavani e Gonzalo Higuain. Entrambi, inutile dirlo, rappresenterebbero una meravigliosa consolazione per aver perso Martinez; ed entrambi, ancora più ovviamente, costano molto, almeno 50 milioni di euro di solo cartellino, non proprio briciole. Certamente, al Milan non dovrebbe mancare la liquidità necessaria per provare l’assalto a una delle due stelle sudamericane, benché il fatto di non partecipare alla Champions League costituisca un minus non da poco, come si è visto nel caso del centravanti colombiano. Ma il sospetto, leggendo quanto scritto da Marco Bellinazzo del Sole 24 ore, è che questa tanto sbandierata liquidità non sia ancora a disposizione del management rossonero. La storia di Fininvest che anticipa 150 milioni di euro per il mercato milanista, in attesa che arrivino i soldi di Mr. Bee, non sembra esattamente vera: al momento, la holding della famiglia Berlusconi si è impegnata soltanto a ripianare il buco da 90 milioni di euro (e non è poco, sia chiaro), ma non ha messo a disposizione di Galliani alcun tesoretto. E dunque, secondo questa interpretazione, la gialla cravatta si sarebbe trovata nella scomoda situazione di formulare offerte plurimilionarie a base di cambiali, cosa che comprensibilmente non ha mandato in solluchero i venditori. Cavani, Higuain, Witsel, Imbula, Hummels, Ibrahimovic, Dzeko, Jovetic: senza moneta sonante resteranno soltanto titoli di giornale.