Al Milan, si sa, i ritorni piacciono parecchio. Però ora forse si sta esagerando. Mentre Mino Raiola è in trasferta a Doha per provare a convincere il PSG a liberare Zlatan Ibrahimovic (o, in alternativa, a prolungargli il contratto con relativo aumentino), secondo Sportmediaset i rossoneri starebbero per riabbracciare un altro loro grande (più o meno) ex: Kevin Prince Boateng. La notizia è ancora da confermare, più che altro perché apparentemente priva di senso: perché il Boa ha giocato bene una sola stagione, quella dell’ultimo scudetto, per poi precipitare in una spirale involutiva che ha avuto il suo culmine qualche settimana fa, con il licenziamento in tronco dallo Schalke 04, il club che aveva investito su di lui 10 milioni di euro nell’agosto 2013. Ecco, forse è questo ciò che ha attratto Adriano Galliani, che sarà pure tornato condor ma l’anima da avvoltoio non l’ha mai persa: è pur sempre un acquisto a parametro zero, come ai bei tempi, quando i 35 milioni di euro di clausola rescissoria era roba da Manchester City o Barcellona. Una grufolata nella fanghiglia, tanto per ricordarsi che effetto fa.

Scherzi a parte. Sempre che sia confermata, la mossa potrebbe avere un senso. Sinisa Mihajlovic, come peraltro Massimiliano Allegri, ama far giostrare dietro le punte un giocatore muscolare, e il Boateng di qualche anno fa risponderebbe perfettamente alla bisogna. Sempre che di quel giocatore in grado di spaccare in due le difese sia rimasto qualcosa: le ultime stagioni, perlappunto, ci danno indicazioni decisamente opposte. Probabilmente, il Generale Miha è convinto di poter rigenerare il teutoghanese e riportarlo agli antichi fasti. Zlatan, Jackson, Kevin Prince: più o meno duecentottanta chili di muscoli e cattiveria per intimorire gli avversari.

A proposito di ritorni: non ci sarà quello di Gennaro Gattuso. Per lui era pronto un ruolo da vice di Mihajlovic, ma Ringhio ha detto di no, spera in una chiamata da una società di B. Scelta rispettabilissima e non priva di logica, considerando che ultimamente a Milanello si bruciano più bandiere che a Teheran.