L’ormai certo approdo di Cristian Brocchi sulla panchina rossonera al posto di Mihajlovic, quinto allenatore diverso negli ultimi 27 mesi, avrà molto probabilmente delle conseguenze anche sotto il profilo del calciomercato Milan. D’altra parte, Silvio lo aveva detto più volte: lui vuole una squadra più giovane e più italiana. Come se Gigio Donnarumma non l’avesse fatto esordire Sinisa, come se Romagnoli non l’avesse portato Sinisa, come se Niang non l’avesse valorizzato (più o meno) Sinisa. Ma tant’è. Con Cristian Brocchi fedele megafono delle volontà di Arcore, molto probabilmente l’ultimo mese e mezzo di stagione vedrà l’esordio di Manuel Locatelli, uno dei migliori talenti espressi dalla Primavera rossonera negli ultimi anni, e fa niente se il playmaker avrebbe esordito lo stesso anche con Sinisa.

Ma gli effetti collaterali più notevoli, chiaramente, si avranno a partire dal prossimo giugno. Sia che Brocchi venga confermato o meno, il Milan verrà reso più autarchico. Tradotto in termini de-berlusconizzati: niente campagna-acquisti da 90 milioni di euro, si punterà sui prodotti locali (ergo, le giovanili) ed eventualmente su giovani italiani interessanti, ma solo se autofinanziati. Dando uno sguardo alla rosa rossonera, si possono individuare facilmente quali potrebbero essere gli agnelli sacrificali: no Donnarumma, perché va bene tutto, ma a quel punto cadrebbe pure la scusa del Milan giovane e italiano, sì Jeremy Menez e soprattutto Carlos Bacca.

Il francese verrà ceduto in ogni caso. Il suo recupero è stato lungo e complicato, il suo atteggiamento poco positivo, e con il contratto in scadenza nel 2017 sarà meglio trovare un ricco compratore cinese e guadagnarci qualche milione di euro. Diverso il discorso per Bacca. Il colombiano ha segnato una sola rete nelle ultime 7 giornate, ma è evidente che la sua carestia realizzativa vada di pari passo con l’afflosciarsi della squadra. Resta uno dei migliori stoccatori d’Europa ed è molto probabile che il Milan sia intenzionato ad ascoltare tutte le offerte che arriveranno sul tavolo a partire dal prossimo giugno. Dopotutto, parliamo di un giocatore non giovanissimo (30 anni a settembre), e un’offerta attorno ai 40 milioni di euro consentirebbe ai rossoneri di ottenere una buona plusvalenza.

Poi, chiaro, ci si ritroverebbe senza il miglior attaccante che abbia vestito questa maglia nel dopo-Ibrahimovic, uno che arriverebbe tranquillamente sopra i 20 gol all’anno, se degnamente assistito. Uno che bisognerà sostituire in modo adeguato, perché senza grandi attaccanti non si va da nessuna parte, e i grandi attaccanti non te li regala nessuno. Chissà se tra Arcore e via Aldo Rossi qualcuno ci avrà pensato.