Datemi tempo, dopo la pausa per le nazionali vedrete un altro Milan“.  Ha parlato così alla stampa Massimiliano Allegri, al termine della partita persa con il Napoli. Una richiesta, quasi una preghiera, più che una previsione. Perchè il tecnico rossonero potrebbe non avere quel tempo che ha chiesto a gran voce. Da quando si è seduto sulla panchina che è stata di Ancelotti, il Milan ha sempre avuto un partenza con il freno a mano tirato.  Cinque punti nelle prime quattro giornate nella stagione  ‘09-10, stesso copione l’annata successiva, mentre nel 2012-13 i punti furono tre. Quest’anno sono quattro nei primi quattro turni, un handicap che rischia di condizionare l’intera stagione.  Il Milan deve tornare a ingranare velocemente, a partire dal match di domani a Bologna, dove la vittoria è d’obbligo, senza se e senza ma. Galliani è stato chiaro, Allegri è avvisato, gli infortunati e la squalifica di Balotelli non possono essere considerati un alibi.

In caso di ko domani sera al Dall’Ara e di risultato negativo sabato sera con la Sampdoria scondo il Corriere dello Sport la panchina dell’allenatore rossonero potrebbe saltare: sullo sfondo rispunta l’ombra di Filippo Inzaghi, ex bomber rossonero, promosso quest’anno alla guida della Primavera dopo una stagione positiva con gli Allievi Nazionali. Dal Milan non confermano e non smentiscono, segno evidente che la situazione è molto più che delicata.