Una domenica da dimenticare per la Lazio. Prima la sconfitta contro l’Atalanta, che ha fatto sprofondare i biancocelesti a -13 dalla capolista (e grande rivale) Roma, poi il giallo sul futuro di Petkovic, che ha scatenato il pandemonio tra tifosi e addetti ai lavori.  ”Me ne vado, le mie dimissioni sono irrevocabili” avrebbe detto in serata il tecnico bosniaco, una presa di posizione smentita dal club e da Lotito, con una nota sul sito ufficiale: “In merito alla voce diffusasi in serata, circa le presunte dimissioni del tecnico Vladimir Petkovic, la S.S. Lazio comunica che la notizia è destituita di ogni fondamento“.  Difficile dire chi ha ragione, ma come spesso accade in queste situazioni la notte porta consiglio. Questa mattina il “caso” è rientrato, a mettere la parola fine è stato lo stesso Petkovic, con una breve dichiarazione al Corriere dello Sport: “Io proseguo. Lavoro. Come ho sempre fatto e continuerò a fare. Domani sarò a Formello. Le dimissioni? Stupidate”.

Petkovic è pronto a ripartire, ma la sua fiducia ha una scadenza. La Lazio nelle prossime due partite, contro l’Apollon in Europa League e contro il Cagliari in campionato, è obbligata a vincere per rialzare una classifica ampiamente deficitaria. Nelle ultime 27 partite di serie A Klose e compagni hanno vinto solo nove volte, perdendo 12 volte e pareggiando le restanti sei gare, 33 punti conquistati  su 81 a disposizione.  In caso di esonero di Petkovic, la panchina biancoceleste potrebbe essere affidata a Sinisa Mihajlovic, attuale ct della Serbia.