Quando un club rivale ti soffia un obiettivo di mercato, è dura. Se il club rivale è addirittura della tua stessa città, la faccenda si complica. E parecchio. Davide Astori sbarcherà a Roma, ma non per vestire la maglia della Lazio, bensì quella della Roma. I giallorossi si stanno specializzando in colpi last minute: dopo Iturbe, soffiato alla Juventus con in tasca già un biglietto per Torino, ora è la volta del difensore del Cagliari. Anche se l’ultima puntata di questo giallo non è stata ancora scritta.

Nella notte, nel ritiro biancoceleste di Auronzo di Cadore, c’è stata la contestazione da parte dei tifosi dopo la notizia che Astori era ormai vicinissimo ai giallorossi. Igli Tare ha tentato fino all’ultimo di rovesciare di nuovo il tavolo, parlando fino alle tre di notte con il diesse del Cagliari, Marrocu. Poi ha parlato ai tifosi: “Astori non ha ancora firmato per la Roma”. Ma pare una pura formalità. Aggiungendo: “Se il primo settembre non avremo con noi Astori, vi prometto che mi dimetterò”.

Oggi pomeriggio, in Lega calcio, si incontreranno i due presidente: LotitoGiulini. Il numero uno della Lazio farà presente al collega sardo che c’era l’intesa. Che non si viene meno alla parola data. Che cominciare così l’avventura da presidente (Giulini è arrivato da poco a Cagliari) è un passo falso. Basterà?

Tare cerca una spiegazione: “Ieri alle 12 avevamo un accordo con il calciatore e con il Cagliari, poi Astori mi ha chiamato dicendo che era in confusione perché gli era arrivata la voce che avevamo mollato. Tutto falso. Siamo stati corretti. Non è come hanno detto e scritto. La Roma? Non è vero che è fatta, non ha firmato. L’unica cosa certa è il rinnovo del contratto con il Cagliari. Ci proveremo ancora e dipenderà da lui. Noi contiamo di portarlo alla Lazio”. Chi avrà fatto arrivare all’orecchio di Astori che la Lazio lo aveva scaricato?

Su Twitter, il sorpasso giallorosso è stato vissuto malissimo dalla tifoseria laziale. Al centro della contestazione di nuovo il presidente con due hashtag: #lotitovattene #liberalalazio. Mentre Tare si affrettava a dire alla gente: “Non partirà nessuno, neanche Candreva“.