La stagione della Lazio non è stata certo delle più memorabili e i biancocelesti di Pioli non sono riusciti a ripetere la grande annata del campionato precedente, tanto che lo stesso tecnico emiliano è stato esonerato e il giovanissimo Simone Inzaghi ha traghettato come ha potuto la squadra della capitale fino a giugno. Ma adesso occorre svoltare. È stato uno dei temi clou della manifestazione “Di padre in figlio”, evento incentrato sull’orgoglio laziale che ha fatto accorrere numerosi tifosi all’Olimpico.

Bisogna operare sul mercato cominciando proprio dall’allenatore. Il primo nome che si era fatto per prendere subito il posto di Inzaghi Jr. era quello dell’ex c.t. della nazionale cilena, l’argentino Javier Sampaoli, ma la trattativa imbastita si era subito arenata per le esose richieste da parte dell’ex selezionatore della Roja, pari a qualcosa come 3,5 milioni di euro. Il presidente Claudio Lotito, appena sentite quelle cifre, ha subito virato sul secondo nome della lista, ovvero l’ex c.t. azzurro Cesare Prandelli, molto cercate negli ultimi giorni anche dall’Atalanta, club col quale aveva iniziato ad allenare in Serie A.

Il presidente laziale, insieme al d.s. Igli Tare, ha incontrato Prandelli e adesso l’accordo sembra vicinissimo mediante la formula del contratto biennale. Soluzione che soddisfa Prandelli e che dovrebbe portare a una fumata bianca entro brevissimo termine. L’idea di non proseguire con Inzaghi nasce dalla normalissima considerazione basata sull’inesperienza dell’ex giocatore, che non darebbe ancora garanzie troppo solide per guidare la Lazio attraverso una nuova stagione. Tornerebbe dunque a Roma Prandelli, dopo l’esperienza nemmeno consumata sulla panchina della Roma, quando nel 2004 si dimise per motivi personali legati alle condizioni di salute della moglie.