Ieri sera si è conclusa la sessione estiva di calciomercato. La Juventus ha chiuso senza il botto degli ultimi giorni. I vari Falcao e Chicharito Hernandez sono partiti per altre mete. Il primo vestirà la maglia del Manchester United, il secondo quella del Real Madrid.

Ma il vero colpo dei bianconeri è stato trattenere Paul Pogba e Arturo Vidal. A fronte di un’offerta congrua i due (foto By infophoto) sarebbero potuti partire. Questo era il grosso rischio amplificato durante la scorsa stagione dalle parole di Andrea Agnelli ‘Se la situazione del calcio italiano non cambia sarò costretto a vendere i giocatori migliori. Di fronte a una grande offerta per Pogba non avremmo la forza per trattenerlo’. Come sottolinea Tuttosport le proposte sono arrivate, ma la dirigenza di Corso Galileo Ferraris non le ha ritenute all’altezza. Risultato: con grande gioia Max Allegri si ritrova entrambi i pilastri del suo centrocampo in rosa. Con loro dare la caccia al quarto Scudetto consecutivo e cercare di ottenere risultati importanti in Champions League potrebbe essere impresa meno ardua (non vanno mai dimenticate Coppa Italia e Supercoppa Italiana). Grande giubilo anche per i tifosi che, dopo l’angoscia dell’addio di Conte, hanno tenuto il fiato sospeso a lungo con il brivido di vedere Re Artù indossare la maglia rossa del Manchester United. Gli inglesi, spinti dal loro tecnico Van Gaal, ci hanno provato fino all’ultimo, ma il Guerriero rimarrà bianconero. Per il Polpo, invece, presto potrebbe arrivare la firma sul prolungamento del contratto in scadenza nel 2016. Secondo il quotidiano torinese il francese allungherà il suo rapporto con i Campioni d’Italia sino al 2019. Tutto questo con relativo aumento dell’ingaggio (Tuttosport parla di 3,5 milioni netti a stagione più bonus).

Diversa la questione legata a Giovinco (contratto in scadenza nel 2015). Il ragazzo ha ricevuto parecchie offerte: Torino, Lazio, Parma e si parla anche di Monaco, ma ha voluto rimanere in bianconero per provare a giocarsi le ultime chance e convincere tutti che lui merita questa maglia sognata fin da bambino.

Questione giovani. Dal Real Madrid è arrivato Morata (classe 1992). Lo spagnolo è costato 20 milioni ed è stato il maggior esborso dell’estate dei Campioni d’Italia. Su di lui i Blancos vantano una clausola di riacquisto. Purtroppo un infortunio l’ha bloccato. Ma il suo rientro potrebbe essere imminente, probabilmente nel match di serie A contro l’Udinese subito dopo la sosta per le nazionali. Proprio dai friulani è giunto a Torino Pereyra (classe 1991). Il Tucumano arriva in prestito con diritto di riscatto fissato a 14 milioni. Il mercato juventino ha portato sotto la Mole anche Kingsley Coman (classe 1996) strappato al Psg alla modica cifra di 300mila euro d’indennizzo. Praticamente ‘un ratto’. Da subito il giocatore ha mostrato interessanti qualità. Allegri ha sempre sostenuto che il ragazzo vanta doti importanti e, complice pure qualche problema fisico di alcuni attaccanti, ha deciso di farlo debuttare nel vittorioso esordio in campionato contro il Chievo a Verona. Il ragazzo ha convinto praticamente tutti. Ora da lui si attendono conferme, ma l’inizio è stato molto positivo. Intanto il giovane, convocato dall’under 21 transalpina parla così al Parisien ‘il mio obiettivo è di giocare una ventina di partite. Farò un bilancio a fine stagione, ma posso già dire che in Italia sono visto come un innesto e quindi per me la situazione è più facile che a Parigi. Qui nessuno si interessa alla mia età. Sono sicuro che in spogliatoio non tutti sanno che ho 18 anni. Qui si guardano le mie qualità. In Francia invece l’età solleva più dibattito‘ e prosegue ‘quando mi hanno parlato del progetto Juve, i dirigenti mi hanno fatto l’esempio di Paul che dimostra che ai giovani in Italia viene data la possibilità di giocare. Mi avevano garantito che se fossi stato all’altezza, ci sarebbe stata anche per me l’occasione di giocare. Ed è quel che sta succedendo’. Ancora ‘ci ho passato otto anni, ma quando ho debuttato con la prima squadra a 16 anni, pensavo che sarebbe stato più semplice ottenere un po’ di spazio. Non è stato così. La mia è una scelta ponderata. Se i tifosi non l’hanno capita, peggio per loro. Volevo solo che si riconoscesse il mio valore e questo l’ho sentito più in Italia che in Francia’. Parole che mostrano personalità e una certa sfrontatezza. Possono anche sollevare più di un dibattito se si pensa alla difficoltà con cui le squadre italiane danno possibilità di emergere ai nuovi talenti nostrani. Durante le prime battute del calciomercato la Vecchia Signora si è assicurata Sturaro (classe 1993) dal Genoa. Il centrocampista rimarrà in rossoblù un’altra stagione dove potrà avere maggiori spazi e continuare il suo processo di crescita. Con gli eventuali premi l’esborso totale dell’operazione potrebbe stabilizzarsi intorno agli 11 milioni. I Campioni d’Italia hanno riscattato anche l’intero cartellino di Sorensen (classe 1992) e Magnusson (classe 1993) spendendo circa 2 milioni. I due sono stati girati in prestito rispettivamente a Verona e Cesena. Dal Sassuolo, invece, è stata riscattata l’ultima la metà di Marrone (classe 1990) con un esborso di 5 milioni rientrati, quasi totalmente, dalla cessione di Peluso agli emiliani per 4,5 milioni. Berardi (classe 1994), invece, è rimasto in comproprietà con i neroverdi e giocherà la prossima stagione con il Sassuolo. Sorte simile per Boakye (classe 1993, comproprietà con il Genoa vestirà la maglia dell’Atalanta) e Gabbiadini (classe 1991, comproprietà con la Sampdoria vestirà la maglia blucerchiata). Diversa, invece, la questione Zaza. L’attaccante, recentemente convocato in nazionale da Conte, sta mostrando qualità importanti. Il giocatore è stato ceduto a titolo definitivo al Sassuolo, ma su di lui la Juventus vanta un diritto di riacquisto fissato a 15 milioni. I bianconeri hanno quindi il controllo su parecchi giovani interessanti.

Da non dimenticare anche gli arrivi di Romulo ed Evra.

Secondo un’analisi di Tuttosport.com la Juventus avrebbe chiuso questa sessione di calciomercato con un saldo positivo di 9,5 milioni.

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