Secondo colpo del calciomercato Juventus. Dopo aver messo nero su bianco per Paulo Dybala, arrivato dal Palermo per 32 milioni di euro più 8 di bonus, i bianconeri hanno ufficializzato anche Sami Khedira, che già settimana scorsa aveva svolto con successo le visite mediche a Vinovo. Il mediano tedesco si è liberato a parametro zero dal Real Madrid, dove aveva giocato nelle ultime cinque stagioni, è ha firmato un contratto di quattro anni fino al 30 giugno 2019 che porterà nelle sue tasche 4,5 milioni di euro netti a stagione. Un bel premio di consolazione per la Juve, che reagisce all’onorevole sconfitta rimediata nella finale di Champions League con due colpi da novanta, premesse per un futuro ancora più ricco di soddisfazioni.

E’ vero che Khedira è reduce da due stagioni travagliate a dir poco in maglia blanca, condizionate da tre guai muscolari che hanno fatto seguito al gravissimo infortunio ai legamenti del ginocchio rimediato nel 2013 e che lo aveva tenuto fuori per quasi tutto l’anno. In mezzo, il gran Mondiale brasiliano, nel quale Sami si è tolto lo sfizio di segnare una rete nell’incredibile 7-1 che la sua Germania ha rifilato alla seleçao in semifinale. L’aspetto della tenuta fisica, non a caso, è quello su cui si sono concentrate le perplessità degli osservatori. Nessun dubbio sulle qualità del giocatore, una mezzala box to box di quelle non facili da reperire sul mercato, considerando soprattutto il prezzo (nullo) del cartellino. Ma in ogni caso si parla di un investimento complessivo di oltre 30 milioni di euro di ingaggio per quattro stagioni, il che fa necessariamente pensare che il settore medico bianconero abbia dato le dovute rassicurazioni a Beppe Marotta per quanto riguarda la salute del giocatore.

Detto della questione fisica, il tedesco rappresenta un innesto eccezionale nel centrocampo bianconero. Come Claudio Marchisio, è in grado di interpretare molto bene tutte le fasi di gioco: nel centrocampo di Allegri potrà agire sia come mezzala, in luogo di Pogba, Vidal o dello stesso Marchisio, ma anche come frangiflutti davanti alla difesa, ruolo in cui è stato spesso impiegato tanto nel Real Madrid quanto in nazionale.