Primo colpo del calciomercato Juventus: è arrivata questo pomeriggio l’ufficialità del passaggio di Paulo Dybala in bianconero per la cifra di 32 milioni di euro, più altri 8 di bonus. Una trattativa, quella tra Juve, Palermo e baby fenomeno argentino che si è sviluppata negli ultimi mesi e che si è conclusa già tre settimane fa, per poi trovare oggi il suo timbro in ceralacca con il comunicato ufficiale apparso questo pomeriggio sul sito ufficiale del club bianconero: ”La Juventus comunica di aver perfezionato l’accordo con il Palermo per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Paulo Dybala a fronte di un corrispettivo di € 32 milioni pagabili in quattro esercizi. Il valore di acquisto potrà incrementarsi di € 8 milioni al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Gli effetti economici e patrimoniali di tale acquisizione avranno effetto a decorrere dalla stagione sportiva 2015/2016. La Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale”.

Non viene citato nel comunicato l’ingaggio che Dybala percepirà nei prossimi cinque anni, ma sappiamo che si partirà da una base di 2,2 milioni di euro all’anno più bonus, che andranno gradualmente a salire fino ai 3 milioni di euro. Complessivamente, dunque, parliamo di un investimento potenziale da 60 milioni di euro tra cartellino ed emolumenti, che fa di Paulo Dybala l’acquisto più oneroso non solo della gestione Marotta, ma anche degli ultimi tre lustri. Più precisamente: limitandoci al cartellino, l’argentino è il quarto giocatore più costoso della storia bianconera, dopo il suo futuro compagno di squadra Gigi Buffon, il suo futuro dirigente Pavel Nedved e Lilian Thuram. Con una sola differenza: i tre suddetti approdarono a Torino con tutti i crismi dei fuoriclasse, acquisiti in anni di militanza ai massimi livelli sia coi club che con le rispettive nazionali; di contro, Dybala ha ancora tutto da dimostrare. Le stimmate sono quelle del campioncino, sia chiaro, ma una stagione, seppur notevole, con il Palermo forse non è ancora una dimostrazione sufficiente a giustificare in pieno un simile esborso. Diciamo che Beppe Marotta ha giocato d’istinto; se le cose non andranno bene, si dirà che ha giocato d’azzardo.