Quella di ieri è stata una giornata intensa per il calciomercato della Juventus, in particolare per il direttore sportivo Fabio Paratici. Secondo Tuttosport il dirigente bianconero avrebbe assistito a ben due gare. La prima a Reggio Emilia dove il Sassuolo ha sfidato la Sampdoria (scialbo 0-0), la seconda è quella di Bergamo in cui l’Atalanta è stata sconfitta 1-0 dalla Fiorentina.

Il bianconero avrebbe così potuto osservare molti giovani interessanti che già sono in orbita Juventus o che vi potrebbero entrare. In Emilia fari puntati sul neroverde Zaza (classe 1991, attaccante centrale). Sull’attaccante la Vecchia Signora vanta una clausola di riacquisto pari a 15 milioni nel 2015 e 18 nel 2016. A Reggio Paratici avrà anche monitorato i blucerchiati Gabbiadini (classe 1991, attaccante centrale o esterno) e Soriano (classe 1991, centrocampista centrale che può agire anche come trequartista o all’occorrenza ala sinistra). Il primo è già in comproprietà tra i doriani e i bianconeri. Il secondo è un osservato speciale per le prossime sessioni.

Il direttore sportivo juventino si è poi recato qualche chilometro più a nord: a Bergamo. Qui c’erano alcuni atalantini da tenere sott’occhio. Uno è Zappacosta (classe 1992, terzino destro o centrocampista destro). Attenzione anche a Baselli (classe 1992, centrocampista centrale, regista, all’occorrenza anche centrocampista destro). Sono due giocatori che interessano parecchio ai Campioni d’Italia. Paratici avrà certamente visionato anche Boakye (classe 1993, punta centrale, all’occorrenza attaccante esterno). Il ghanese è già di proprietà dei bianconeri.

Tutto questo senza dimenticare altri giovani interessanti che la Vecchia Signora controlla e tiene monitorati. A Cesena gioca un certo Leali (classe 1992, portiere). Il portiere è in Romagna in prestito dai piemontesi. Di lui si parla un gran bene. Potrebbe avere un futuro roseo e dai più è indicato come degno erede di Buffon.

Intanto, questa mattina, l’a.d. bianconero Beppe Marotta (foto by Infophoto) ha parlato ai microfoni di Rai Radio 1 e si è soffermato parecchio sul calciomercato: relativamente alla sessione di gennaio ‘si possono fare correttivi ma le linee guida devono arrivare dai primi mesi della stagione. L’obiettivo è avere una squadra che possa raggiungere il massimo di quanto ci siamo prefissati. A gennaio ci potranno essere delle opportunità da cogliere o dei correttivi da portare in caso di infortuni. Adesso siamo contenti e soddisfatti della squadra messa a disposizione di Allegri: è un gruppo che può farci lottare per la vittoria del campionato e per essere competitivi in Europa dove però ci sono corazzate superiori alla nostra’. 

Su Balotelli ‘mai stato un nostro obiettivo. Mai trattato‘. Parlando di Immobile:Era nostro al 50%, lui ha esplicitato la voglia di andare al Dortmund ed esistono esigenze di bilancio tali da far prendere una scelta o un’altra’.   Su Moratanon troverà spazio subito, ma avrà modo di far vedere il suo talento‘. Una battuta anche per Allegri: ‘ Lo scetticismo su di lui era una sensazione diffusa, dopo che si cambia un allenatore che ha vinto tre campionati di fila il rischio di un colpo negativo può sempre esserci. Ma Allegri non era uno sconosciuto, veniva da un’esperienza al Milan, nella quale aveva vinto anche uno scudetto’. Difficile scegliere tra Scudetto e Champions: ‘Prenderei entrambi ma dovessi scegliere per forza, direi l’Europa, è qualcosa di straordinario che rincorrerei volentieri’.

Non può poi mancare una dichiarazione sulla riforma del calcio italianole seconde squadre sono necessarie, compatibilmente anche con la seconda proprietà che non ha spazio in nessuna altre parte d’Europa. Le seconde squadre sono importanti: noi abbiamo 65 giocatori tesserati in età media tra 20 e 21 anni altrove; la seconda squadra permetterebbe a questi giocatori di crescere con la metodologia della prima squadra, dove potrebbero giocare con più facilità’. Ancora una frecciata a Lotitopuò dir quello che vuole, io resto del mio pensiero. Non mi offendo di certo. Posso dire, come fatto in precedenza, che ritengo pericoloso accentrare poteri su una persona sola.’ Prosegue ‘C’è possibilità di crescere attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti.  Ci sono fior di presidenti e dirigenti che possono avere un ruolo importante’. 

Arriva la pronta replica del Presidente della Figc, Carlo TavecchioMa cosa significa accentrare troppo potere in una sola persona? La gestione non è di Lotito o di Tavecchio, ma collegiale. Lui incide secondo le sue competenze e prerogative. Le decisioni passano per il consiglio federale, c’è una gestione collegiale, le altre considerazioni sono di parte o interessate. E assicuro che negli spogliatoi ci sono soltanto Conte e Oriali, io non sono mai entrato, e in campo non si è visto un dirigente federale: in passato c’erano parenti e amici, e perfino le famiglie. Ai tempi di Calciopoli si portarono tutto ciò che si potevano portare’

Ci si augura che a questa infinita querelle si possa dire presto la parola fine.

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