E’ giunta come un fulmine a ciel sereno sul mondo Juventus la notizia dell’interessamento da parte del ricco e ambizioso Monaco nei confronti del suo tecnico Antonio Conte. Il contratto dell’allenatore bianconero scadrà nel 2015. Non solo il club del Principato, ma pure il Manchester United che ha appena perso Ferguson e che non pare troppo soddisfatto del suo sostituto Moyes, sembrerebbe avere puntato l’obiettivo sul condottiero juventino cosi come tante altre prestigiose squadre.

Nel 2009/2010 la Juventus chiude il campionato al settimo posto. Questo risultato è bissato anche nella stagione successiva. Nell’estate del 2011 giunge, in sordina, sulla panchina della Vecchia Signora, Antonio Conte. Dopo un periodo di assestamento iniziale, il 2 ottobre 2011 si presenta allo Juventus Stadium il fortissimo Milan campione d’Italia (quello di Thiago Silva e Ibrahimovic), ma i bianconeri a sorpresa lo rispediscono a casa con un netto 2-0 dopo una prestazione altisonante. Da qui inizia un vero e proprio tripudio juventino. Nel 2011/2012 la squadra di Conte conquista lo scudetto, nel 2012/2013 vince la Supercoppa Italiana e il campionato e nella stagione attuale è prima in classifica dopo avere trionfato nuovamente in Supercoppa di Lega. Gli unici importanti rammarichi della gestione del tecnico salentino rimangono la recente esclusione dalla Champions League a causa di uno sciagurato inizio di girone e di una sfortunata e innevata trasferta contro il Galatasaray, e la sconfitta ad opera del Napoli in finale di Coppa Italia due stagioni fa. In sostanza Conte ha tolto una squadra dalla cenere e l’ha portato a brillare tra le grandi. Quello che ha fatto l’allenatore bianconero è semplicemente impressionante. Ha preso un gruppo sull’orlo del baratro e in poco più di due anni lo ha trasformato in un’autentica macchina quasi invincibile, almeno in Italia. In questa annata, il cammino dei bianconeri in serie A  è devastante: dopo 16 giornate hanno 43 punti (media di 2,6 punti a partita) frutto di 14 vittorie, un pareggio e una sconfitta, tanto che Conte afferma ‘stiamo mantenendo un passo sicuramente straordinario’ . Non sono solo i risultati che riflettono le capacità dell’allenatore campione d’Italia, ma anche il gioco espresso dalla sua compagine. Dopo due stagioni in cui i bianconeri erano in crisi anche dal punto di vista del gioco, in pochi mesi Conte ha fornito loro un’identità, ha compattato il gruppo e la Juventus ha iniziato a proporre prestazioni che hanno fatto stropicciare gli occhi ai suoi tifosi. Da quando il tecnico pugliese è sulla panchina della Vecchia Signora, a parte qualche passaggio a vuoto, il buon calcio e l’intensità soffocante sono costanti della squadra. Conte ha svolto un egregio lavoro anche dal punto di vista psicologico riuscendo a unire il gruppo e a trasmettere ai giocatori un attaccamento alla maglia e una voglia di vincere straordinari.

In sostanza, nonostante queste sembrino solo avvisaglie, l’idea di perdere un allenatore così abile e capace rappresenta per la Juventus un rischio da scongiurare. I rapporti tra la società e il suo tecnico sono continui e paiono ottimi.  Sarebbe utile blindarlo al più presto e provare a permettergli di divenire il Ferguson italiano, anche se nel nostro Paese questo è molto difficile.