Porte aperte al nuovo che avanza. Beppe Marotta conferma il gradimento della Juventus per alcuni giovani talenti del nostro campionato.

Due anni fa il primo contatto Juventus-Pellegri

“Juve su Pellegri? Sì, noi eravamo su di lui in tempi non sospetti, lo abbiamo trattato due anni fa a cifre molto più basse rispetto a quelle di adesso. E’ un talento, poi per diventare un campione ne passa di tempo. Credo che sia uno dei migliori giovani del panorama italiano. Interesse su Chiesa? Non c’è ma è un ottimo giocatore”. Ai microfoni di Premium Sport, l’amministratore delegato smentisce che ci sia un caso Higuain: “In difficoltà? Noi siamo estremamente contenti dell’operazione fatta lo scorso anno e l’avremmo fatta anche quest’anno – dice l’ad bianconero - Non dimentichiamoci che è arrivato dopo l’operazione di Pogba e abbiamo preso un grande campione. Nell’economica del gioco un giocatore come Higuain diventa molto importante”.

Partenza Neymar? Un danno enorme

Una clausola per Dybala? “Credo che la clausola sia uno strumento che in Spagna abbia un ruolo molto importante nel rapporto tra giocatore e società. In Italia si usa meno, noi abbiamo preso Higuain e Pjanic ma io sono assolutamente contrario alle clausole infatti non le abbiamo messe per nessun giocatore della Juventus. Un giocatore è determinante del suo destino e quando decide di lasciare un club è difficile trattenerlo e allora entra in gioco la valutazione e il valore vero di un giocatore è quando si trova un accordo tra le due squadre. Il Barcellona con la cessione di Neymar ha incassato tantissimo ma sotto il profilo della programmazione e tecnicamente ha avuto un danno enorme, maggiore dei soldi incassati”.

Troppe 20 squadre

Dopo l’1-0 sulla Fiorentina i bianconeri sono primi in classifica, a braccetto col Napoli: “La classifica si definirà dalla decima giornata? Credo che un punto di riflessione possa essere la decima giornata, molte squadre si stanno ancor assestando, ora è prematuro fare previsioni. Certo, i pronostici sono per le squadre che si devono confermare come la Juve o quelle che si sono rinforzate di più sul mercato”. Infine, consiglia una riforma al campionato: “Si deciderà negli scontri diretti? Credo che siano stati determinanti anche negli ultimi anni. Certo se perdi punti contro le piccole è un qualcosa di straordinario, negli scontri diretti rientra nell’ordinario ma vincere gli scontri diretti vale sempre doppio. Io però ritengo che il campionato debba essere composto da 18 squadre e non da 20: ne trarrebbe vantaggio lo spettacolo, la Nazionale e anche i club”.