Curiosa la storia di Fernando Llorente. Da colpo di mercato a oggetto misterioso, tutto in poche settimane. Eppure l’attaccante nato a Pamplona 28 anni fa è uno dei fiori all’occhiello della campagna acquisti di Marotta, che prima di chiudere il suo arrivo e battere la concorrenza dei più grandi club europei, Arsenal e Tottenham su tutti, ha chiesto il via libera a Conte. Inutile mettere sotto contratto un giocatore che l’allenatore non vuole – ha pensato l’amministratore delegato bianconero – meglio evitare altri casi Bendtner o Anelka. Nonostante l’operazione Llorente sia stata avallata da tutti, l’ex Athletic Bilbao in questo inizio di stagione è servito soprattutto per scaldare la panchina. Una sola presenza, a match in corso contro la Sampdoria, poi tanti sorrisi e pacche sulle spalle, anche sabato nel derby d’Italia contro l’Inter.

Conte e Marotta hanno voluto smentire un “caso Llorente”, ma anche se è presto per parlare di problema, è chiaro che l’attaccante spagnolo si aspettava maggiore considerazione e non esclude colpi di scena. La Juve è un top club, la concorrenza è normale, il treno per il Mondiale non passa però tutti i giorni, per questo motivo a gennaio, se la musica non cambierà, chiederà di cambiare aria, nonostante un contratto in scadenza nel 2017 da 4,5 milioni di euro a stagione più bonus. In Spagna piace a Barcellona e soprattutto Real Madrid, che non ha una vera alternativa a Benzema, in Premier League si sono mossi Arsenal e Tottenham. Per la Juve cedere Llorente vorrebbe dire fare un’importante plusvalenza, ma prima di scelte azzardate è forse meglio dargli una chance.