Punti di forza. Se due scudetti consecutivi, il miglior allenatore della Serie A e un gruppo granitico non bastano, allora saremo banali e indicheremo la bravura di Beppe Marotta nel portare a casa un campione e un ottimo attaccante a prezzi di saldo. Tevez (foto by InfoPhoto) e Llorente vanno a riempire le uniche, storiche lacune nella rosa bianconera, aggiungendo classe, potenza e gol a un reparto offensivo che era oggettivamente di medio livello. Il mercato è ancora lungo, ma al momento la Juve ha messo altri punti, oltre a quelli già esistenti, tra sé e le contendenti al titolo.

Punti deboli. Relativamente al campionato italiano, praticamente nessuno. Relativamente all’Europa, invece, è innegabile come la qualità complessiva della rosa di Conte sia ancora ben al di sotto di quelle a disposizione dei vari Ancelotti, Guardiola, Pellegrini, Moyes e compagnia. E forse, paradossalmente, proprio questa grande voglia di Champions League potrebbe costituire una distrazione pericolosa nell’inseguimento a quel terzo scudetto di fila che, sulla carta, sembrerebbe un gioco da ragazzi o giù di lì.

Che cosa serve. L’imperativo categorico è sfoltire l’attacco: sei attaccanti per due posti sono troppi, decisamente troppi. Giovinco è di fatto invendibile, per Matri, Vucinic e Quagliarella si aspettano offerte: potrebbero partirne due su tre. A Conte piacerebbe avere qualche esterno eclettico, per poter offrire qualche variazione sul tema del 3-5-2.