Nei giorni scorsi Antonio Conte ha vinto il Globe Soccer Award come migliore allenatore del 2013 (leggi qui i dieci gol più belli del 2013 della Juve con i video). Il premio è certamente meritato per un tecnico che ha conquistato due scudetti e due Supercoppe Italiane raccogliendo una squadra che solo sette stagioni or sono viveva l’incubo della serie B e tre annate fa arrivava per la seconda volta consecutiva al settimo posto in serie A. I meriti di Conte sono certi e riconoscerglieli pare doveroso. Un plauso, però, va certamente anche alla società.

Andrea Agnelli, Giuseppe Marotta, Fabio Paratici e Pavel Nedved sono tra i principali artefici di questa grande rinascita juventina. Nel 2010 la Vecchia Signora subisce importanti modifiche all’assetto dirigenziale. Giungono nomi nuovi che dimostrano da subito ampie capacità, motivazioni, passione e amore per la squadra. Agnelli diventa presidente, dalla Sampdoria arrivano Marotta, direttore generale dell’area sportiva e amministratore delegato, e Paratici direttore sportivo. Nedved entra nel consiglio di amministrazione. La prima stagione (2010/2011) non è delle migliori. La Juve chiude il campionato al settimo posto esclusa quindi da tutte le competizioni europee, in Coppa Italia viene sconfitta ai quarti dalla Roma e non supera il suo girone di Europa League. Nella parentesi invernale del calciomercato arrivano in bianconero Barzagli e Matri che si riveleranno due grandi colpi della nuova dirigenza. Dopo una stagione transitoria, nell’estate 2011 inizia la rinascita. Sotto la Mole giunge Conte chiamato a gran voce dalla maggior parte dei tifosi. Nel capoluogo piemontese arrivano, tra gli altri, LicthsteinerPirlo, Vidal, Giaccherini e Vucinic: veri e propri colpi di genio dei dirigenti bianconeri. Il pendolino svizzero è molto utile alla causa bianconera, il regista bresciano scaricato dal Milan viene accolto a braccia aperte dalla Vecchia Signora e lui la ripaga in maniera straordinaria. Si posiziona al timone della squadra. Con la sua guida lucida, precisa e geniale, il centrocampo juventino è devastante. Dopo alcune buone stagioni al Bayer Leverkusen molte squadra ricche e blasonate puntano i loro obiettivi su Vidal. Il Bayern Monaco vorrebbe a tutti i costi potere raggiungere il cileno che, invece, sceglie di vestirsi di bianconero per poco più di dieci milioni di euro. Questo si rivelerà un affare straordinario. Il Guerriero è un calciatore formidabile, un mediano incredibilmente forte e roccioso. Lui, Pirlo e Marchisio formano un centrocampo semplicemente fenomenale, il più forte della serie A e tra i più invidiati d’Europa. Il valore del cileno è salito alle stelle. La plusvalenza sarebbe gigantesca. Giunto nello scetticismo di molti, Giaccherini ha convinto quasi tutti e ha abbandonato la Juventus la scorsa estate con il rammarico di parecchi tifosi. Vucinic è un giocatore che non vanta l’amore incondizionato di tutti i supporter, ma sicuramente è dotato di quel talento in grado di cambiare una partita. Da quell’estate la Juventus ha la sua nuova splendida casa: lo Juventus Stadium (per questo merita un plauso anche la precedente dirigenza). Nel mese di gennaio arriva, tra gli altri, Caceres, un ex juventino che nel suo primo trascorso piemontese aveva già denotato buone abilità, ma tornato a Torino dimostra di essere un ottimo giocatore. Si fa amare da subito realizzando una doppietta contro il Milan in Coppa Italia e un gol importante all’Inter in campionato. La Juve vince lo scudetto. Nell’estate 2012 il colpo di genio della dirigenza juventina è Pogba. Il talento francese è strappato al Manchester United a parametro zero. La perla di Lagny sur Marne va a rafforzare un centrocampo già fenomenale. Anche con lui la dirigenza di Corso Galileo Ferraris potrebbe effettuare una esorbitante plusvalenza. Nel gennaio 2013 i bianconeri si garantiscono il cartellino di Llorente. Il navarro era fortemente voluto dalla Vecchia Signora già durante l’estate, ma l’ostinazione del presidente dell’Athletich Bilbao lo costringe a passare un’altra stagione in Spagna dove rimane ai margini della squadra. Il suo destino è segnato: la Juventus. A gennaio il matrimonio si concretizza senza alcun costo per i bianconeri che però lo avranno a disposizione solo da luglio. La Vecchia Signora conquista la Supercoppa Italiana e il secondo scudetto consecutivo dominando il campionato. Una tranquilla serata di giugno del 2013 viene sconvolta da una bomba di calciomercato: la Juve ha preso Tevez. È un altro colpo da maestri della dirigenza campione d’Italia. L’Apache arriva a Torino per una cifra che si aggira intorno ai 9 milioni più 6 di eventuali bonus. Veramente poco per un attaccante del suo valore: basti pensare che alcuni mesi dopo il seppur bravo Matri verrà pagato dal Milan circa 11 milioni di euro. Così la Juventus trionfa in Supercoppa Italiana. Con la sua nuova coppia di grandi attaccanti Tevez-Llorente oggi è prima in serie A (leggi qui la storia del 2013 juventino con i video) e se non fosse stato per uno sciagurato inizio di girone e per la neve di Istanbul sarebbe negli ottavi di Champions League, ma per questo trofeo ci sarà tempo.

Gennaio è il mese della sessione invernale di calciomercato. Vedremo se la dirigenza juventina regalerà altri colpi geniali come è solita fare. I nomi per le prossime finestre di mercato sono davvero intriganti da Di Maria a Nani passando per Ter Stegen, Biabiany, Cerci e Menez.