La Juve del sublime Pirlo (foto by InfoPhoto) è campione d’inverno con due giornate di anticipo, e questa non è nemmeno la peggiore delle notizie per le presunte contendenti; le quali, innanzitutto, dovrebbero iniziare a chiedersi se esistono davvero o se è stato tutto un sogno di mezzo autunno. L’accelerata dei campioni d’Italia, ancora più rumorosa da quando Antonio Conte è tornato al timone, è stata resa irresistibile dal contemporaneo squagliarsi di Inter e Napoli, che ora si trovano distaccate rispettivamente di 7 e 8 punti (col rischio concreto che diventino 10 già oggi), nude e tremolanti nella notte.

Nessuno aveva mai ragionevolmente messo in discussione la supremazia tecnica dei bianconeri, che tuttavia avevano iniziato a pagar pegno sotto due punti di vista: quello della cattiveria agonistica, logorata dal doppio impegno settimanale; e quello dell’assenza di un grande realizzatore. Ora che la Champions League concederà una pausa fino a metà febbraio, e che il mercato potrebbe finalmente regalare a Conte il centravanti da 20 gol all’anno, la sentenza-scudetto sembra già scritta e inappellabile. Il sogno di mercato, lo sappiamo, è Didier Drogba. La trattativa è molto difficile: Drogba guadagna quasi un milione di euro al mese, e Marotta a quelle cifre non può nemmeno avvicinarsi. In secondo luogo, la Juve pensa a un contratto di 6 mesi più opzione per l’anno successivo, mentre il giocatore ne vorrebbe uno fino al giugno 2015. Infine, c’è da segnalare il ritorno di fiamma con il suo derelitto Chelsea, e l’ipotesi (romantica) di tornare a salvare il club della sua vita potrebbe essere più convincente della pur affascinante sfida in bianconero. Ostacoli e trappole che rendono la pista-Drogba difficile da battere, ma non impossibile.

L’ivoriano sarebbe l’arma perfetta per rendere la Juve competitiva sin da subito per la conquista della Champions League. Per il campionato, francamente, Conte ne potrebbe fare anche a meno. Anche perché, con la rescissione di Lucio, le possibilità di naufragio diventano trascurabili.