In casa Juventus si prosegue a parlare di futuro e di calciomercato. Dopo i rinnovi di Pirlo e Vidal la questione più urgente è quella relativa ad Antonio Conte. E’ in programma in questi giorni, probabilmente domani, l’incontro tra il tecnico bianconero e la dirigenza per discutere dell’avvenire. Il suo contratto è in scadenza nel 2015. Lui ha fatto capire di essere un po’ stanco, un po’ spremuto da queste stagioni vincenti. Così come forse lo è la sua squadra. Questo può essere un modo per chiedere rinforzi e qualche cambiamento che porti nuova linfa. Il tecnico sa che i tifosi bianconeri hanno alzato l’asticella dei loro obiettivi. Vorrebbero vivere grandi emozioni anche in Europa. Conte sa che per provarci questa Juve necessita di qualche cambiamento. I vari Real e Bayern sono lontani anche dal punto di vista economico. Le sue dichiarazioni potrebbero essere un modo per avvertire la società, per prepararsi il terreno. Vuole dei rinforzi importanti. Cerca delle garanzie per provare ad avvicinarsi ai top club ancora distanti.

Molto probabilmente nella prossima stagione i Campioni d’Italia varieranno il loro modulo. Magari si getteranno su un 4-3-3 più adatto alle competizioni internazionali, vera e propria delusione bianconera di questa stagione. Per fare ciò la squadra necessita di attaccanti esterni. Si è fatto a lungo il nome di Sanchez così come quello di Nani, Di Maria  e Cuadrado. Questi ultimi tre sono un po’ più adatti a ricoprire tale ruolo rispetto al talentuoso cileno. I Campioni d’Italia hanno poi preso contatti con Sergio Berti, agente di Kolarov, terzino sinistro del Manchester City (leggi qui i dettagli). Il serbo può adattarsi a giocare anche largo in un centrocampo a 5 o addirittura esterno in un tridente offensivo. E’ eclettico. Come piace a Conte. Non bisogna dimenticarsi nemmeno di Rabiot. Il giovane centrocampista centrale del Psg (classe 1995) che, stando alle parole della madre, pare un po’ deluso dalla sua avventura parigina e non disprezzerebbe un eventuale trasferimento a Torino. Bisognerà anche valutare la situazione delle varie comproprietà: Marrone, Berardi, Zaza, Gabbiadini e Immobile. Per quanto riguarda, poi, il capitolo uscite l’argomento più caldo è quello relativo a Pogba. Sul francese ci sono alcuni tra i più prestigiosi club europei e il denaro che si potrebbe ricavare da una sua eventuale cessione ingolosisce parecchio la dirigenza juventina che, però, ha più volte sottolineato di non volersi privare del calciatore. Il Psg pare essersi tolto dalla corsa al giocatore e il suo agente, Mino Raiola, ha sottolineato come i bianconeri lo abbiano dichiarato incedibile e come lui sia contento a Torino. Se per il Polpo le sirene estere non saranno troppo allettanti potrebbe rinnovare il suo contratto in scadenza nel 2017 e rimanere bianconero. Se dovesse lasciare Torino, con il ricavato Marotta e colleghi sarebbero più agevolati nell’arrivare ai vari  e nominati colpi di calciomercato.

Questi sono solo alcuni dei nodi che la dirigenza bianconera dovrà cercare di risolvere per provare a costruire una squadra sempre più competitiva.

Nel frattempo fanno scalpore le dichiarazioni di Luciano Moggi riportate dalla Gazzetta dello Sport. L’ex dirigente bianconero nella sua autobiografia dal titolo ‘Il pallone lo porto io’ afferma riguardo all’ormai famosissimo rigore non fischiato a Ronaldo per il contatto con Iuliano in una sfida Juve-Inter del 1998 ‘riguardandolo, a distanza di tanti anni, lo avrei fischiato’. Moggi parla anche di un accordo che aveva già raggiunto con Moratti con tanto di firme poi saltato a causa di incomprensioni legate a Moriero. Non risparmia nulla neanche a Del Piero ‘le bandiere non prendono palate di euro a stagione, con la firma sul contratto che arriva solo dopo trattative estenuanti’.

Intanto, sempre alla Gazzetta dello Sport, parla anche Platini che invita i bianconeri a mettere la terza stella sulla maglia.