“Tutti pensavano che me ne sarei andato in caso di vittoria, al limite lo avrei fatto in caso di sconfitta. A quasi due settimane dalla Champions persa, Max Allegri confessa di aver seriamente ponderato l’addio alla panchina bianconera.

Uno scoglio ancora più grosso

“Ho dovuto pensare per capire cosa avessi dentro e ripartire nel migliore dei modi – ha spiegato il tecnico a Premium Sport -. Quest’anno sarà un anno molto più difficile, perché dopo tre stagioni con scudetti, Coppe Italia, finali di Champions e Supercoppe è normale guardarsi dentro, perché al limite dopo rischi di fare un patatrac. Invece, poi dopo velocemente ho deciso, ho parlato con la società e ci sono tutti i presupposti e la voglia per fare una grande stagione. Sarà una sfida nella sfida. Una sfida dentro noi stessi, dove dobbiamo cercare di migliorare la qualità del gioco”.

Real dominante nel secondo tempo

Si torna poi a parlare della finale persa contro il Real: “Il primo tempo è stato un primo tempo ben giocato. E direi che noi abbiamo tirato più in porte. Il secondo tempo è stata una partita dove loro ci hanno dominati. Sono stati più bravi. Direi hanno vinto meritatamente questa finale è da questo dobbiamo ripartire senza fare drammi, senza passare per grosse delusioni e depressioni, come ho sentito in questi 12 giorni che sono in giro. Bisogna anche guardare il bicchiere mezzo pieno che è quello di aver vinto un altro scudetto che è il sesto, quindi è leggenda.

Gli obiettivi di Allegri

Allegri fissa dunque gli obiettivi: L’obiettivo primario è quello che è nel Dna della Juventus, ovvero lo scudetto, poi dopo c’è la Coppa Italia e la Champions. Direi che la Juventus negli ultimi tre anni si è assestata bene tra le prime otto ed è quello l’obiettivo che la Juventus deve perseguire. Poi in Champions hai visto che un anno puoi fare i quarti di finale, come puoi fare la semifinale e puoi fare la finale. Però l’obiettivo deve essere quello. Quest’anno sarà molto più difficile perché ci sono le cinque squadre inglesi, ovvero Chelsea, Tottenham, Manchester City, United e Liverpool che saranno competitor agguerrite e quindi bisognerà farsi trovare pronti”.

Mercato Juve, da Douglas Costa a Schick

E sul mercato non si sbilancia: “Numericamente a parte in attacco siamo a posto, bisognerà sostituire quelli che partiranno ma in questo la società è bravissima e sa cosa fare. Douglas Costa è uno degli obiettivi, mi piace è molto bravo. Bernardeschi è un giocatore di grande prospettiva per la Nazionale. De Sciglio dal Milan? In difesa siamo a posto. Schick in prestito? Non è ancora arrivato, ma posso dire che è un giocatore che fa cose non normali. N’Zonzi non è una mia richiesta, parlo con la società e valutiamo i migliori rinforzi”.