Il calciomercato Inter entra nel vivo. Come riportato da Sportmediaset, sembra ormai arrivata alle fasi finali la trattativa che dovrebbe portare Yaya Touré in nerazzurro. Il tuttocampista ivoriano avrebbe infatti accettato l’offerta-monstre recapitatagli da Piero Ausilio: quattro anni di contratto a 10 milioni lordi all’anno (5,5 netti) più eventuali bonus legati al raggiungimento dei risultati, che porterebbero l’ingaggio del giocatore a 8 milioni di euro netti a stagione. Una proposta irrefutabile per un calciatore che tra una settimana spegnerà 32 candeline e che inevitabilmente si avvia alla fase conclusiva della sua carriera.

In effetti, questo è un punto su cui riflettere per ben giudicare questa operazione. La classe di Touré è indiscutibile, come ben sa Roberto Mancini, principale sponsor dell’ivoriano dopo la sua esperienza al Manchester City: parliamo di un giocatore in grado di esprimersi a livelli eccellenti in ogni posizione del centrocampo, un leader tecnico e caratteriale che all’Inter serve come il pane, un uomo in grado, da solo, di tramutare un reparto carente in uno di primo livello. Mancini vorrebbe costruire una squadra capace di competere sin da subito per lo scudetto, e per le sua caratteristiche Touré si sposa alla perfezione con l’identikit della pietra angolare in grado di reggere tutta la struttura. Quel che lascia perplessi è lo sforzo economico richiesto per aggiudicarselo.

Considerando il costo del cartellino, che difficilmente scenderà sotto i 10 milioni di euro, l’intera operazione graverà per non meno di 50 milioni di euro complessivi sulle casse non propriamente floride dell’Inter e sul suo tetto salariale. Ripetiamo: cifre enormi per un giocatore enorme, ma pur sempre vecchiotto. Le recenti esperienze di altri reduci dalla Premier League, e parliamo di campioni del calibro di Ashley Cole, Patrice Evra, Nemanja Vidic (questi ultimi due ex capitani del Manchester United), lasciano qualche dubbio sulla facilità d’inserimento in un calcio profondamente diverso da quello britannico. E i suddetti sono tutti arrivati a parametro zero: rischio calcolato, insomma. Se per caso Yaya Touré palesasse gli stessi problemi dei suoi illustri predecessori, per l’Inter questo affare si trasformerebbe in un pericolosissimo boomerang, i cui effetti a livello di bilancio si farebbero sentire per molte stagioni.