Un quarto posto quello conquistato dall’Inter che, partendo da grandi ambizioni e ponendosi come compagine anti-Juventus fieramente determinata a interrompere la prolungata scia di successi dei bianconeri e da certe premesse di mercato che avevano infiammato l’entusiasmo dei propri tifosi, benché il migliore risultato ottenuto negli ultimi cinque anni, ha lasciato un certo amaro in bocca sia nell’ambiente (e Mancini è stato uno dei primi a confessare la propria delusione) che nel popolo di fede nerazzurra. Ma se c’è una cosa che contraddistingue l’anima interista è quella dell’ottimismo a oltranza. Il fatto cioè di ripartire sempre e comunque con grandi ambizioni e grande entusiasmo.

Non a caso sono già iniziate le manovre di mercato che hanno già portato nomi importanti (mancano di fatto solo le firme sui contratti) come quello di Ever Banega (Siviglia) e Çaner Erkin (Fenerbahçe). Rispetto a quello che ha potuto esprimere il gioco dell’Inter nella passata stagione, si sono evidenziate palesi lacune nella fase di costruzione del gioco. Brozovic, unico giocatore (insieme all’ancora acerbo Gnoukouri) ad avere materia grigia oltre che piedi buoni a centrocampo, non sempre è riuscito a prendere per mano la squadra fungendo da punto di riferimento per la costruzione della manovra. È per questo che l’Inter, oltre a Banega – più orientato al gioco sulla trequarti – necessita di un regista. Di uno che sappia costruire gioco.

Il sogno proibito di Mancini, proprio come lo scorso anno, rimane solo uno: Yaya Touré. Il problema è che l’ivoriano vuole continuare a giocare ad alti livelli e per fare questo, secondo il Mirror, sarebbe disposto anche a scendere a compromessi con Guardiola mettendosi incondizionatamente al suo servizio nonostante gli screzi del passato a Barcellona. Touré pur di rimanere al Manchester City avrebbe addirittura rifiutato due super-offerte giunte dalla Cina, rispettivamente dal Shangai Sipg e dal “solito” Jiangsu Suning, da 300 mila sterline a settimana (più o meno 20,5 milioni di euro annui).

Alti livelli e soldoni insomma, ciò che l’Inter non potrebbe garantirgli non giocando la Champions League e non avendo a disposizione cifre esorbitanti per il suo ingaggio, tanto che sempre secondo il tabloid britannico: “Touré ha detto di no anche all’Inter perché non vuole andare in Italia,  perché il club non può pagargli l’alto ingaggio e poi il Manchester City non ha alcuna intenzione di agevolarne il trasferimento“.