Quello in cui è andato a infilarsi l’Inter, con l’improvvida decisione di mettere fuori squadra Wesley Sneijder, assomiglia sempre di più a un vicolo cieco. È evidente che le strade di club e giocatore sono destinate a separarsi nel breve periodo, il problema è: come? E a quali condizioni? La decisione dell’Inter di scoperchiare il pentolone (che ribolliva da un anno e mezzo) non sembra aver avuto l’effetto desiderato, cioè quello di ricondurre il riottoso olandese a più miti consigli. E ora l’Inter stessa rischia di restare col cerino in mano.

Di club in grado di corrispondere a Sneijder quei 6 milioni che gli garantisce attualmente l’Inter ce ne sono pochi, e di disposti a farlo ancora meno. Specialmente se chiamati anche a versare un obolo milionario nelle casse nerazzurre. Dopo le voci dei giorni scorsi, per bocca dei loro allenatori, sia Manchester City che Paris St. Germain si sono tirati indietro: gli inglesi sono alle prese con il probabile tramonto dell’era Mancini ed è difficile che vogliano investire in una fase come questa; i secondi aspettano già Lucas per gennaio. Restano piste russe e turche non propriamente gradite al giocatore, più la speranza-United. Il club di Ferguson, già vicino a Sneijder nel 2011, rappresenta al momento la soluzione in cui meglio si sposerebbero le esigenze di tutti: quelle del giocatore, in cerca di rilancio e di quattrini; quelle dell’Inter, che vuole alleggerire il monte-stipendi ed evitare una minusvalenza; quelle del lanciatissimo United, che si regalerebbe l’iniezione di classe che manca al suo centrocampo. Se anche Fergie dovesse ritirarsi, allora diventerebbe concreta la possibilità di rescissione consensuale del contratto, con tutte le conseguenze immaginabili: Milan compreso.