L’ironica uscita di Roberto Mancini sulla necessità di acquistare 8-9 giocatori per rimpolpare una rosa poco convincente, che forse così ironica non era visto che il ds Piero Ausilio in questi giorni un po’ frenetici di mercato sembra il ritratto perfetto del commesso viaggiatore, valigia in mano perenne e biglietti aerei a mazzi, invece di aprire il mercato dell’Inter su nuovi orizzonti e possibilità, rischia di chiuderlo e incartarlo su i soliti nomi noti, dai quali si attendono beckettiane risposte.

Tipo Thiago Motta che sembra non dover o voler risolvere la sua questione con il PSG. Il club parigino, perso nel suo mercato dei faraoni, permane nell’indecisione di rinnovare o meno il contratto all’italo-brasiliano che si è premurato di chiedere un sensibile ritocco allo stipendio. Inutile dire che lo stallo del centrocampista ex nerazzurro è anche lo stallo dell’Inter, che nel frattempo ha però snobbato Mbia (ottimo elemento ex Siviglia traghettatosi al Trabzonspor a fine contratto) e che, dato ormai per smarrito il sentiero che conduce a Kondogbia (troppo forte la concorrenza delle avversarie, Milan in primis con la sua corsia preferenziale della Doyen), ha individuato in Felipe Melo e Imbula rispettivamente i piani B e C alternativi a Motta.

A gelare però le aspettative nerazzurre sul fronte Melo, che ha già mostrato reciproca stima nei confronti del Mancio, suo mentore a Istanbul, ci ha pensato il presidente del Galatasaray Dursun Ozbek, il quale in una recente ammissione alla stampa turca è intervenuto definendo il giocatore al momento (ovvero dopo aver conquistato la Coppa di Turchia) incedibile con le seguenti parole: “Melo ha un altro anno di contratto con noi, ci sarà un incontro a breve, entro la prossima settimana. Lui si è guadagnato il rispetto e l’ammirazione dei fans anche perché lui si comporta come una bandiera di questo club. Non possiamo cedere adesso“.