Otto punti nelle ultime otto partite: il ruolino di marcia dell’Inter dopo il sacco di Torino è del tutto analogo a quello che, tra settembre e ottobre, era costato ad Allegri una lunga esposizione al pubblico ludibrio. La squadra è rimasta schiacciata tra la mancanza di alternative alla classe della vecchia guardia, figlia di un mercato estivo tendente al grigio, alcune scelte non felici di Stramaccioni e la gestione problematica del caso-Sneijder. Eppure, e questa è forse la notizia peggiore per i tifosi nerazzurri, a sentire Massimo Moratti (foto by InfoPhoto) è più che altro questione di infortuni:

Ho visto chi dovevo vedere, abbiamo parlato del futuro, ma la nostra prima esigenza è che rientrino i giocatori infortunati. Faremo un buon mercato, ma non ci saranno grandi spese, esattamente come per le altre società. Bisognerà valutare con attenzione e non prendere doppioni. Sorrentino e Schelotto? I nomi sono quelli”.

Come il miglior Galliani equilibrista, Moratti fa cortesemente sapere agli interisti che i pochi soldi a disposizione verranno spesi per giocatori “buoni”. Come Tommaso Rocchi, evidentemente considerato “buono” (altrimenti non sarebbe stato preso), o come Lodi o Schelotto o Sorrentino. Abbiamo francamente qualche ragionevole dubbio circa il progetto di prelevare riserve di club di pari livello o titolari di squadre che lottano per la salvezza per far impennare la qualità media della rosa nerazzurra.

Brutte notizie per Stramaccioni, dunque. Come se non bastasse, il tecnico romano ha dovuto incassare la prima delle tradizionali frecciate dalla lunga distanza che Moratti riserva ai suoi allenatori:

L’arbitro è stato bravo, la partita l’abbiamo persa male, non certo per colpa sua”.

Considerando che Stramaccioni aveva accusato proprio il direttore di gara (ripetendo, peraltro, quello che il suo boss andava sostenendo nelle ultime settimane), è facile immaginare quale sia il colpevole di Udine individuato dal presidente nerazzurro.