Lunedì 25 luglio è stata per Roberto Mancini una giornata di pausa e, probabilmente, di riflessione tra la prima e la seconda tranche all’interno della tournée statunitense dell’Inter. Una meditazione che forse avrà riguardato più il futuro suo e del club che non un presente giunto ormai al capolinea. I termini della questione ormai sono noti: la nuova proprietà nerazzurra di Nanchino (il Suning Commerce Group) ha chiesto a Mancini di limitarsi a fare il proprio lavoro di allenatore senza interferire troppo avanzando richieste di mercato insostenibili per una società impegnata con l’operazione risanamento dei bilanci e che anche per via del FFP non può permettersi voli pindarici.

La giornata odierna sarà dunque decisiva per capire quale direzione dovrà prendere l’Inter da qui all’inizio della prossima stagione. Il summit previsto a New York tra Mancini e i vertici del Suning però nasce già con un pensiero ben preciso: raddoppiare il benservito al tecnico di Jesi portandolo da 1 a 2 milioni e congedare Mancini forse anche prima della sessione di allenamento prevista in occasione della sfida contro l’Estudiantes in programma mercoledì 27 luglio. Quindi, a rigor di logica, la scelta è stata fatta, ovvero proseguire senza Mancini.

Per questo motivo il ds Ausilio che finora ha fatto da mediatore tra le due posizioni, allenatore e dirigenza, adesso ha il compito insieme a Zanetti di provvedere alla nomina di un nuovo tecnico sulla panchina dell’Inter. L’idea di base è quella di dare avvio al progetto Diego Pablo Simeone con il Cholo che però arriverebbe solo nella stagione 2017-2018. Nel frattempo l’ipotesi più accreditata è quella di ri-affidare la squadra alle mani (e soprattutto la testa) di Leonardo, il quale poi, dopo un anno da allenatore è atteso da un futuro da dirigente.

Ci sono però alcune alternative che potrebbero invalidare il “progetto Simeone”, ovvero tecnici non disposti a rimanere all’Inter solo per un anno, soprattutto se dovessero far bene. Tra questi uno dei primi contatti è stato André Villas-Boas, che dopo l’esperienza allo Zenit vorrebbe trascorrere però un anno sabbatico e per ora avrebbe detto no all’Inter. È stato fatto, o meglio ri-fatto (poiché l’Inter lo contattò in passato, quando si era già promesso all’Athletic Bilbao) il nome di Bielsa, il quale però – esperienza alla Lazio insegna – esigerebbe una campagna acquisti à la Mancini.

Un’altra ipotesi percorribile, anche perché piace moltissimo a Thohir e agli asiatici in genere, è quella di De Boer, il tecnico dell’Ajax in rotta con i Lancieri. Altri nomi caldi sono quelli di Prandelli, che dopo l’esperienza in Turchia con il Galatasaray ha una gran voglia di tornare in Italia, e di Walter Zenga, che al Meazza sarebbe accolto con il massimo dei favori per i suoi trascorsi da portierone nerazzurro.