Punti di forza. Più che mai, l’allenatore. Walter Mazzarri (foto by InfoPhoto) non ha mai sbagliato una stagione e sembra l’uomo giusto per irrorare di midollo l’asfittica colonna vertebrale nerazzurra e trasformare la scalcagnata banda di Stramaccioni in una delle sue squadre da combattimento. L’ex tecnico del Napoli ha già ridato autostima a un gruppo che non può valere il nono posto in campionato e le voci sui possibili indo-dollari stanno creando un clima favorevole attorno alla squadra per una stagione che comunque sarà tutt’altro che facile.

Punti deboli. Eccetto Campagnaro, tutti i nuovi acquisti sono ancora da testare a livello di grande club, e alcuni addirittura a livello di Serie A. Insomma, al momento Mazzarri si ritrova a disposizione una rosa non molto migliore di quella di Stramaccioni. Molti giocatori – da Alvarez a Silvestre, da Schelotto a Ranocchia, passando per Guarin, Chivu e Kuzmanovic – sono ancora tutt’altro che certi di rimanere all’Inter. E il rischio è che, per l’ennesima volta, si sia costretti a ripartire dall’asse argentino Samuel-Cambiasso-Milito.

Che cosa serve. L’idea di Mazzarri di lavorare sul suo 3-5-2 passa attraverso l’acquisto di un esterno destro. La pista che porta a Mauricio Isla si è raffreddata, ma non la necessità dell’Inter di prenderne uno. L’attacco è numericamente al completo, anche se molto dipenderà dal ritorno alla completa efficienza del tandem argentino Milito-Palacio, ma è già buono essersi sbarazzati di quella bomba innescata di Cassano. Altro bisogno impellente, quello di una mezz’ala di livello, perché non è detto che Kovacic esploda e Cambiasso regga il passo. E non farebbe male nemmeno un difensore centrale.