History repeating si potrebbe pensare guardando alla stagione dell’Inter, anche se in verità, partiti per vincere (almeno qualcosa) i nerazzurri si ritrovano con l’ennesimo pugno di mosche in mano, se non una qualificazione in Europa League, decisamente meglio del proverbiale calcio negli zebedei. E tutto ciò dopo aver rasentato ancora una volta i guai col Financial Fair-Play Uefa e con cospicue somme chieste in prestito, ricapitalizzate e investite per cercare di rendere il club più competitivo possibile. Un quarto o addirittura quinto posto deludente, soprattutto in considerazione di un buon girone d’andata chiuso ai vertici della classifica, anche se non sempre esibendo un gioco trascendentale.

Elementi che messi insieme nella loro sintomatica formulazione di un qualche senso farebbero pensare a una qualche rivoluzionaria inversione di tendenza, tipo più oculatezza e intelligenza nel mercato, cambio di rotta in panchina, ridefinizione di alcuni asset societari, etc etc. Invece no. Tutto come prima. Almeno stando all’odierno aggiornamento, ovvero con Mancini ancora leader del progetto Inter lì a dettare legge, soprattutto per quanto riguarda il mercato. Voluto, per altro, quasi esclusivamente da lui.

Insomma, al volgere di una stagione, è facile fare il giochino dei buoni e dei cattivi. I promossi e i respinti, come a scuola, visto che siamo in pieno periodo di pagelle finali. E allora chi sono quelli da non tenere, che non hanno convinto e che verranno rispediti al mittente? Questo, naturalmente fatto salvo il mero discorso di domanda e offerta da parte del mercato. Per la serie che anche due inamovibili come Handanovic e Medel potrebbero partire per una cifra valutata più che congruamente, visto che già qualcosa si sta muovendo in quella direzione.

Uno dei primi della lista è Felipe Melo poiché Mancini ha finalmente capito che due mediani muscolari sono inutili, ci vuole un giocatore che metta ordine e sappia orchestrare la manovra: un regista à la Biglia (nome non casuale) per intendersi. Brozovic lo può fare ma gli mancherebbe una fase fondamentale come quella difensiva e non ha dimostrato di saper tenere compatto il reparto difensivo in fase di ripiegamento. Via anche Telles, 8,5 milioni di euro sono troppi per il riscatto e allora arriva Erkin dal Fenerbahçe. Molto probabile anche l’addio di Ljajic, che a Mancini piace ma l’arrivo di Banega occuperebbe un posto importante. A meno che alla fine l’Inter non decida di non rispettare l’obbligo di riscatto per Jovetic. Oppure rispettarlo e tentare di cederlo al miglior eventuale offerente. Questo perché anche Jo-Jo alla fine della giostra è risultato un po’ un flop.