Incredibile – ma neppure troppo – come nel calcio una singola partita possa cambiare le cose. In questa strana stagione di Serie A ad esempio, per l’incredibile remuntada della Juventus ci fu la sconfitta col Sassuolo a far compiere la svolta. Nel caso dell’Inter, dopo il tracollo avvenuto in seguito alla sfida del Meazza contro la Lazio durante il periodo natalizio, per attendere significativi segnali di ripresa c’è voluta una serata stellare come quella proprio contro la Juventus nella semifinale di Coppa Italia. Bene per tre match di fila, Roma compresa, e poi di nuovo una débacle casalinga contro il Torino.

Una sconfitta – l’ennesima, certo – che può pregiudicare un’intera stagione, poiché la distanza dai giallorossi si è fatta incolmabile e la Champions League sempre più un’utopia. E adesso Mancini torna di nuovo a traballare sul filo del suo destino, e così parecchi giocatori della rosa che, acquistati nelle due sessioni di mercato con la formula del prestito, rischiano seriamente di tornare ai club di appartenenza. Investimenti che senza il supporto finanziario della Uefa non ha senso fare.

Il primo caso fra tutti, manco a dirlo, è quello di Stevan Jovetic. Grande inizio di stagione per lui in nerazzurro, diverse uscite con gol, grandi speranze, grandi ambizioni, grande intesa col resto della squadra e poi il patatrac, culminato – combinazione – proprio nella serataccia natalizia con la Lazio. Una frattura con club e, soprattutto, allenatore praticamente insanabile, nascosta dalla società dietro fantomatici infortuni. Un Jovetic al quale non viene più data la possibilità di riscattarsi e che, di conseguenza, è assai improbabile che venga riscattato. Difficile in sostanza che l’Inter assolva all’obbligo facendogli calcare il campo anche per una sola volta nella prossima stagione e versare nelle casse del Manchetser City 12,5 milioni di euro (dopo averne versati 2,5 per il prestito). A meno di un avvicendamento sulla panchina a fine stagione che possa cambiare le cose.

Anche quelli di Adem Ljajic e Alex Telles, in totale una ventina di milioni per il riscatto, sono casi da valutare. I due giocatori hanno viaggiato a corrente alternata per tutta la stagione interpolando prestazioni molto convincenti ad altre assolutamente incolore. Volendo anche quello di Eder è un caso non esente da ripensamenti. Impegno profuso tantissimo per l’ex sampdoriano ma risultati pochini visto che, acquistato a gennaio, è ancora a quota impietosamente zero dopo 10 presenze (arrestandosi dopo aver marcato 12 reti in blucerchiato).

Più delicata invece la situazione di Miranda poiché il centrale brasiliano è fuori discussione da un punto di vista del rendimento, fatta eccezione per qualche rara occasione (come la sciocca espulsione nell’ultimo match col Toro). In questo caso infatti il non riscatto potrebbe essere legato a un discorso di mercato visto che Manchester United e Bayern Monaco si sono fatti avanti per l’acquisto a suon di milioni del giocatore.