Mentre prosegue l’amarezza post-derby in casa Inter non c’è neppure il tempo per metabolizzare l’ennesima brutta figura rimediata in un’occasione importante come la stracittadina milanese, che avrebbe potuto tirare su il morale a una squadra visibilmente demoralizzata dopo gli ultimi risultati (in campionato e in Coppa Italia) e che invece lo ha definitivamente affondato, perché occorre rituffarsi nel campionato e adesso il Chievo, altra squadra che ultimamente non gode di buona salute, sembrerebbe davvero decisivo per gli equilibri stagionali di un Inter costretta a ridimensionare i propri obiettivi.

Anche il mercato nella sua finestra invernale appena conclusa, parrebbe aver impresso alcune linee precise. Innanzitutto lo smaltimento di una rosa effettivamente affollata ma, a un esame più profondo, l’esigenza di rimanere ligi ai dettami europei sul FFP che, tra l’altro, ha già colpito il club nerazzurro. Complice la strana situazione di spogliatoio vissuta dall’Inter in questo periodo, visto il pessimo rapporto che intercorre tra Mancini e alcuni suoi giocatori di fondamentale importanza come Jovetic e Icardi, oltre Guarin che è partito per la Cina (e che di certo col Mancio non c’entrava nulla), ha rischiato la cessione anche l’attuale capitano e capocannoniere interista. E se la situazione non migliora con Mancini, tutto lascerebbe supporre che Icardi possa valutare la possibilità di lasciare Milano a fine stagione per raggiungere altri lidi. Ma era assurda l’ipotesi di una cessione proprio nell’ultimo giorno di mercato, anche nonostante l’arrivo di Eder.

E assurdo sarebbe stato il colpo last minute riferito a Banega, visto che l’Inter ha consolidato le basi per un trasferimento a costo zero del giocatore che andrà in scadenza di contratto il prossimo giugno. Perché spendere 6 milioni di euro ora per averlo gratis a luglio? Mancini ci ha provato di nuovo ma questa volta la società e Ausilio sono stati risoluti. Inoltre il Siviglia non ha preso neppure in considerazione tale ipotesi.

Però ora, senza Guarin e senza di fatto un regista o, quantomeno, uno che sappia portar palla e assumersi su di sé la responsabilità del centrocampo nerazzurro, viste le poche garanzie offerte da Brozovic o dall’acerbo Gnoukouri, l’Inter si ritrova con un deficit qualitativo in mezzo al campo che potrà colmare solamente col prossimo mercato in vista della stagione ventura. E, a dirla tutta, dopo le cessioni in prestito di Ranocchia e Dodò alla Sampdoria anche in difesa l’Inter è rimasta sguarnita poiché per coprire eventuali defezioni della coppia di centrali brasiliani Miranda e Murillo, Mancini deve fare ricorso all’attitudine eclettica di Juan Jesus o di Gary Medel (che nella nazionale cilena gioca proprio in quella posizione), non avendo affondato il colpo sul centrale Leo Lacroix del Sion.