Dopo la finale di Europa League giocata e vinta dal sempre più sorprendente Siviglia di Unai Emery (terza conquista consecutiva del trofeo, ovvero: onore, gloria e storia per il club andaluso) contro il Liverpool che invece non riesce a imporsi più né a livello nazionale che internazionale (l’ultima Premier vinta risale all’89-’90, quando ancora non si chiamava Premier League e l’ultimo successo europeo al 2005 – Champions League e Supercoppa Uefa), come miglior giocatore del match è stato eletto dall’Uefa il capitano Coke, autore delle due reti che hanno ribaltato la partita, ma uno dei grandi protagonisti, con grande gioia da parte dell’Inter, è stato indiscutibilmente Ever Banega.

In un match dai due volti come quello tra Liverpool e Siviglia al St. Jakob-Park di Basilea, anche nel primo tempo quando i Reds dominavano e gli andalusi annaspavano cercando di non essere travolti dalla marea rossa che stava sommergendo un Siviglia praticamente in barca, Banega era quello che cercava il più possibile di dare ordine al centrocampo, dettare i ritmi di gioco, serrare i ranghi, accendere la luce nelle rare folate offensive del club iberico. Il suo ruolo di trequartista voluto da Emery nel suo 4-2-3-1 non lo esimeva, nel momento del reale bisogno, di ripiegare anche in difesa a riconquistare palloni e dar man forte nell’arginare l’irruenza inglese.

Poi, dopo che la situazione si è rimessa subito a posto a pochi secondi dal fischio d’inizio grazie al gol di Gameiro favorito da una grande incursione sul versante destro di Mariano, l’argentino è salito letteralmente in cattedra divenendo il signore inconcusso della manovra dei suoi e uno dei più temibili avversari in fase di non possesso. Già, perché quando Banega non è impegnato palla al piede a dettare tempi, disegnare spazi e inventare nuove geometrie di gioco, interdice, spezza, destabilizza la fase di gioco avversaria, ricorrendo spesso anche a falli tecnici. Ed è, in poche parole, di questa intelligenza fatta calcio che l’Inter e Mancini si sono perdutamente innamorati.

E pensare che dopo l’incidente del 2013 in cui si era fratturato tibia e perone, il Valencia era seriamente intenzionato a mollarlo e la sua carriera sembrava destinata al declino. Ma poi, una cura rivitalizzante in patria (lui è di Rosario come un certo Lionel Messi) al Newell’s Old Boys e un ritorno alla grande in Spagna voluto ad ogni costo proprio da Emery al Siviglia, ecco che Banega può diventare un giocatore davvero importante per il club nerazzurro al quale è mancato un vero cervello della squadra per tutta la stagione. Un acquisto che dopo la finale di Europa League si confermerebbe un autentico colpaccio, anche perché a costo zero visto che il Siviglia lo svincolerebbe e l’accordo con l’Inter pare sia stato già trovato.

Non vorremmo naturalmente tirarcela ma questa finale così brillante da parte del giocatore argentino da un certo punto di vista potrebbe anche risultare un’arma a doppio taglio per il club nerazzurro nel senso che le quotazioni casalinghe di Banega potrebbero improvvisamente subire un’impennata. Questo per due semplici ragioni. La prima perché ancora non c’è nessuna firma su nessun contratto tra Banega e l’Inter e la seconda perché i termini del contratto tra Banega e il Siviglia scadono il 30 giugno del 2017. Inoltre, non è escluso che dopo questa finale l’entourage dell’argentino voglia giocare al rialzo essendo forse un po’ incrementato il potere contrattuale. Ci sono ragionevoli motivi in sostanza per far incrociare le dita a Milano su un eventuale ripensamento dei vertici del club andaluso.