Anche con una sanzione pendente di 6 milioni di euro, che di questi tempi non sono certo bruscolini, il mercato dell’Inter in prospettiva dell’imminente ricostruzione è in continuo fermento. Le richieste di Mancini sono state piuttosto esplicite in merito all’argomento: servono almeno due acquisti per reparto, per effettuare i quali si renderà necessaria qualche cessione illustre (i nomi naturalmente sono quelli di Handanovic, Guarin, Kovacic – anche se il Mancio ha già dichiarato di non voler vendere il croato -, Hernanes). In difesa gli obiettivi sono un centrale e un terzino, per il centrocampo i due nomi prioritari corrispondono a quelli di Yaya Touré e Thiago Motta mentre per il comparto offensivo ci sono diversi prospetti in ballo. Perso Dybala ormai proiettato verso l’orizzonte bianconero, i nomi più caldi del momento sono quelli di Iago Falque del Genoa e Fekir del Lione. Intanto però dopo anni di rimpallo tra Inter, Parma e Sampdoria, la società nerazzurra sta per riportare a casa Jonathan Biabiany, attualmente svincolato in seguito al fallimento del Parma.

Il francese ha infatti superato recentemente le visite mediche, dopo l’infortunio in campionato, per poter tornare in attività. L’accordo sul contratto è già stato trovato rimangono solo le firme e Biabiany tornerà ad essere un giocatore dell’Inter. Per quanto riguarda il transalpino con origini algerine Nabil Fekir la situazione è invece più complicata. Nonostante il giocatore ad avere più mercato del Lione sia Lacazette, il presidente Jean-Michel Aulas ha fiutato l’interesse intorno all’attaccante lionese di molti club facoltosi, tra i quali Chelsea, Liverpool e i rivali del PSG, alzando di parecchio il costo del cartellino del giocatore e avanzando perciò richieste non inferiori ai 25 milioni di euro. Troppi, sia in valori assoluti, rapportati a un giocatore che ha ancora tutto da dimostrare, sia per le casse di Thohir anche se milione più milione meno corrisponderebbero alla cifra messa da parte per l’acquisto di Dybala. Esiste dunque un problema di concorrenza legato a un’ipotizzabile asta al rialzo.