I giorni della finestra del calciomercato invernale, ricco di movimenti ma avaro di veri e propri colpi, sta volgendo alla chiusura e l’Inter, condizionata dopo le faraoniche operazioni dettate da Mancini per il rinnovo strutturale della sua nuova concezione di squadra a fare mercato in uscita (nell’attesa che si perfezionino le cessioni di Ranocchia, Dodò e Guarin), sta guardando con ampio interesse a rinforzare prioritariamente il comparto offensivo (che ha evidenziato situazioni deficitarie in chiave realizzativa (con soli 26 gol segnati in 21 gare disputate di campionato) con Eder della Sampdoria (trattativa molto ben avviata e giocatore a un passo dal vestire i colori nerazzurri).

Nell’affare con il club blucerchiato potrebbe rientrare anche Roberto Soriano, ma viste le richieste della Samp (non meno di 15 milioni per il nazionale italo-tedesco), è più probabile che la trattativa venga rimandata a giugno con più calma e, magari, più liquidità a disposizione nelle casse di Thohir. Intanto però in casa Inter si insiste su un altro punto fermo o, per meglio dire, un elemento di criticità individuato proprio nell’ossatura di questa nuova Inter, ovvero il centrocampo.

Il gioco molto spesso farraginoso da parte dei nerazzurri dalla mediana in avanti non ha trovato nei nuovi acquisti ciò che Mancini si aspettava e la cessione di giocatori come Hernanes e Kovacic non ha di certo aiutato in questa prospettiva. Medel, Felipe Melo e Kondogbia sono centrocampisti molto più utili in fase d’interdizione ma denunciano evidenti problemi quando si tratta di manovrare e costruire geometrie. Brozovic ha piedi e cervello ma fa fatica a ricoprire un ruolo autoritario in mezzo al campo e Gnoukouri è ancora troppo acerbo.

Serve in sostanza un regista, un uomo di manovra che tenga insieme le redini della squadra e garantisca qualità in fase di costruzione. Ecco spiegato il motivo delle visite del ds nerazzurro Piero Ausilio in Spagna, e precisamente a Siviglia, che da dicembre in poi si sono gradualmente intensificate. L’obiettivo si chiama Ever Banega, il centrocampista di Rosario che, non più giovanisimo (classe ’88) passando dal Valencia al club allenato da Unai Emery, sta conoscendo una fase di seconda giovinezza.

L’operazione sembrerebbe golosa visto che l’argentino a giugno 2016 va in scadenza di contratto e l’Inter potrebbe ingaggiarlo a parametro zero. Al netto di eventuali club concorrenti (Juventus e Milan che però non hanno di fatto allacciato nessun contatto col Siviglia né col giocatore), e con il ds della società andalusa Monchi che proverà in tutti i modi a proporgli un prolungamento del contratto, Banega si candida a diventare un giocatore dell’Inter ma a partire, come accennato, da giugno anche perché il siviglia non ha intenzione di privarsene da subito, per nessuna cifra. E, a proposito di cifre, Ausilio, a fronte dei 3 milioni chiesti da Banega, sta cercando di lavorare di lima su un accordo che prevederebbe 2,6/2,7 milioni più bonus.