Che la crisi economica stia attraversando anche il mondo del calcio non è di certo un mistero e che anche le top league non godano di ottima salute è ormai un dato di fatto. In Italia sta tenendo banco il caso Parma ma alcuni tra i più grandi club come Inter e Roma hanno conosciuto un passaggio di proprietà assai recente, proprio relativo a questioni economiche. La Liga spagnola annovera diverse società in deficit finanziario come Getafe, Levante (il Malaga nel recente passato) e l’insospettabile Atletico Madrid ma il campionato in cui attualmente si sta assistendo alle vicende più sconcertanti è decisamente la Ligue 1 con metà dei club partecipanti a rischio bancarotta.

Un reportage da parte della testata francese l’Equipe segnala l’allarmante criticità di ben dodici società su venti a livello economico di cui alcune come il Lens totalmente ridotte al lastrico. Il Lille è prossimo alla cessione avendo già integrato nel CDA il futuro acquirente, l’ex industriale farmaceutico belga Coucke che ha già pronti 40 milioni per rilevare la società ed estinguere i debiti. Lo stesso Olympique Marsiglia, per ora saldamente nelle mani della miliardaria russa Margarita Louis Dreyfus succeduta al defunto presidente Robert Louis Dreyfus, sembra che dopo una serie di indagini relative al coinvolgimento della società con le mafie locali, stia cercando di accordarsi con il principe saudita Al Walid per un’ipotetica cessione.

Non solo PSG e Monaco dunque, pronte a dare una mano di vernice dorata ai ben più scarni scenari del calcio d’oltralpe. Tolosa, Nizza, Guingamp, Caen, Rennes, Evian, tutte piccole realtà distanti dai paradisi finanziari degli sceicchi e degli oligarchi russi, cercano potenziali acquirenti o investitori per poter scongiurare il pericolo retrocessione che rappresenterebbe per tali società un irrimediabile tracollo finanziario. Bordeaux e St. Etienne denunciano deficit milionari e sono alla spasmodica ricerca di investitori per risanare i bilanci. Tutte realtà sottoposte a forte rischio TPO (Third Party Owners) in cui si intravede un pericoloso scenario da shell company.

Fa poi notizia il caso Lione del proprietario Jean-Michel Aulas, fondatore e chief executive officer della società Cegid, il quale si trova costretto – nonostante una squadra fatta di nuove leve che naviga ai vertici della classifica – a dover vendere o trovare partnerariati di sospetta identità e provenienza per risanare i conti in profondo rosso.