Come abbiamo visto ieri, il calcio di rigore a cucchiaio può guadagnare al calciatore coraggioso l’immortalità calcistica. Se la palla finisce dentro. In caso contrario, ovviamente, vale la regola opposta e chi fallisce in quel modo un penalty è virtualmente condannato al girone infernale dei pagliacci. E in quel caso a ridere è il portiere, che passa dall’infelice condizione di fantoccio da spernacchiare a quella decisamente più piacevole di spernacchiatore. Ecco i cinque peggiori esempi di come NON si deve tirare un rigore a cucchiaio:

5) Romario Baldé (Benfica-Shaktar Donetsk 1-1, 5-6 d.c.r., quarti di finale Youth Champions League 2015)

Ha solo 18 anni, Romario Baldé, ma può già fregiarsi del ben poco invidiabile primato di “peggior tiratore di rigori a cucchiaio della storia”. Durante i quarti di finale della baby Champions League 2015, e con il suo Benfica avanti 1-0, il talento portoghese ha pensato bene di sprecare la chance per il raddoppio con un aborto di panenka, calciando talmente male da consentire la parata al portiere nonostante questi si fosse buttato dall’altra parte. Lo Shaktar ha poi pareggiato e vinto ai rigori, e a Baldé non sono rimaste che le lacrime.

4) Francesco Totti (Roma-Lecce 2-2, Serie A 2004-05)

Ebbene sì, anche i migliori sbagliano. Dopo i fasti della semifinale contro l’Olanda, il Pupone festeggiò malissimo il suo 28esimo compleanno, facendosi infinocchiare da Vincenzo Sicignano in un Roma-Lecce 2-2 del settembre 2004.

3) Maicosuel (Udinese-Braga 1-1, 5-6 d.c.r., playoff Champions League 2012)

In termini economici, questo è uno dei cucchiai di legno più sanguinosi della storia recente. Nel ritorno dei playoff di Champions League 2012-13, il centrocampista brasiliano Maicosuel condannò la sua Udinese all’eliminazione, calciando in questo modo imbarazzante uno dei rigori della lotteria decisiva. A occhio e croce, un errore da 30 milioni di euro, tra botteghino e diritti televisivi. Oggi Maicosuel gioca nella Serie B degli Emirati Arabi.

2) Pato (Gremio-Corinthians 0-0, 3-2 d.c.r., quarti di finale di Copa do Brasil 2013)

Da prodigio a bidone il passo è breve, specialmente se hai la cultura del lavoro di un hippy e la solidità fisica di Stephen Hawking (ma evidentemente non il suo cranio). Che la parabola di Pato fosse declinante lo si era capito già nel 2012, quando il Milan provò in tutti i modi a rifilarlo al PSG, per poi spedirlo in inverno al Corinthians; ne abbiamo avuto la certezza a fine 2013, quando il Papero diventò il nemico pubblico della sua stessa tifoseria dopo aver sbagliato in questo modo un rigore decisivo nella Copa do Brasil. E, siccome il destino è crudele, a beffarlo dagli 11 metri ci ha pensato un certo Nelson Dida, che al Milan di rigori ne aveva parati due o tre.

1) Fernando Tissone (San Lorenzo-Malaga 0-0, amichevole 2015)

Roba fresca, anzi freschissima, visto che parliamo dello scorso 31 luglio. Fernando Tissone, vecchia conoscenza del nostro calcio con le maglie di Udinese, Atalanta e Sampdoria e attualmente al Malaga, in Spagna, ha firmato il capolavoro definitivo dell’arte del cucchiaio di legno: non solo il portiere gli ha respinto il tiro, ma lo ha fatto con il petto. Somma umiliazione per il mediano argentino, mentre il portiere José Devecchi è diventato il vendicatore della sua bistrattata categoria. E meno male che quella contro il San Lorenzo era solo un’amichevole.