Pensavo di aver già avuto la mia dose di notizie assurde stamattina, dopo aver letto quel titolo del Corriere Veneto (“Sfigura la moglie con una padella e la scopa”). E invece guarda te se mi tocca riportare di un calciatore che prima rapina una prostituta e poi si fa acciuffare da un transessuale nei panni di giustiziere della notte. È ciò che è accaduto ieri notte a Ousmane Dramé, franco-maliano del Lecce, colpevole, a quanto pare, di aver rapinato una signorina buonasera nelle vicinanze di Porta Rudiae.

Secondo quanto si è appreso, il giocatore avrebbe contrattato una prestazione con la ragazza in cambio del suo iPhone. Non un grande affare, almeno all’apparenza – va bene tutto, ma quel telefono costa dai 700 euro in su; ma Dramé avrebbe avuto in serbo la mossa a sorpresa: fuggire in bicicletta non solo con il proprio iPhone, ma anche con la borsetta della prostituta. A questo punto, il quadretto già di per sé memorabile si apprestava a entrare nel mito, perché poco più avanti Dramé sarebbe stato brutalmente placcato non da un agente di polizia, ma da un transessuale amico della vittima e amante della giustizia privata. E sarebbe potuta finire anche peggio, se a salvare Dramé dalle botte del transessuale non fosse intervenuto un agente di polizia. Portato in questura, il calciatore è stato denunciato per furto. Il Lecce ha già fatto sapere di essere pronto a rescindere il contratto e a rivalersi contro il giocatore per i conseguenti danni di immagine.